Cancellata troppo presto, questa serie sci-fi degli anni ’90 avrebbe meritato molto di più
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Cancellata troppo presto, questa serie sci-fi degli anni ’90 avrebbe meritato molto di più

Era stato pensato come un progetto di lungo respiro, ma problemi produttivi e conflitti con il network ne fermarono il percorso troppo presto...

Cancellata troppo presto, questa serie sci-fi degli anni ’90 avrebbe meritato molto di più

Era stato pensato come un progetto di lungo respiro, ma problemi produttivi e conflitti con il network ne fermarono il percorso troppo presto...

Poster serie sci-fi Crusade

La fantascienza televisiva ha regalato nel corso degli anni numerosi spin-off capaci di ampliare universi narrativi già molto amati; non tutti, però, hanno avuto il tempo necessario per trovare davvero una propria identità. È il caso di Crusade, spin-off sci-fi di Babylon 5 che alla fine degli anni ’90 sembrava destinato a raccogliere l’eredità della serie madre, ma che venne fermato prima di poter esprimere fino in fondo il proprio potenziale.

Il paragone più immediato è quello con Caprica, prequel di Battlestar Galactica che, anni dopo, avrebbe vissuto una sorte simile. Anche in quel caso, infatti, una serie ambiziosa e ricca di idee venne cancellata dopo una sola stagione, senza avere il tempo di costruire fino in fondo la propria identità. Per Crusade, però, il destino fu ancora più amaro: il progetto era stato pensato con una storia molto più ampia, ma il pubblico poté vedere soltanto una piccola parte di ciò che era stato immaginato.

Creato da J. Michael Straczynski, Crusade era stato concepito come una vera prosecuzione dell’universo di Babylon 5. La serie debuttò nel 1999 e mostrò fin da subito l’ambizione di espandere la mitologia del franchise con nuovi personaggi, nuove minacce e una struttura narrativa destinata a svilupparsi nel lungo periodo.

Già Babylon 5 aveva attraversato una storia produttiva complessa. Straczynski aveva pianificato fin dall’inizio un arco narrativo di cinque stagioni, ma la serie rischiò di essere cancellata prima di poter completare la propria storia. TNT intervenne permettendole di arrivare alla conclusione prevista, diventando poi anche la casa televisiva del suo spin-off.

Proprio il rapporto con il network, però, si trasformò presto in una delle principali difficoltà di Crusade. TNT stava cercando di ampliare la propria offerta, ma il pubblico abituale dell’emittente sembrava molto più interessato ad altri tipi di contenuti. Questo portò a numerosi conflitti creativi tra il network e Straczynski, che cercò di difendere il più possibile la direzione narrativa della serie. Alla fine vennero prodotti soltanto 13 episodi, trasmessi peraltro in un ordine diverso rispetto a quello originariamente previsto. È proprio questo uno degli aspetti che rendono la cancellazione di Crusade ancora più frustrante. La serie, infatti, era stata progettata con un arco narrativo di cinque stagioni, proprio come Babylon 5.

Nonostante i problemi produttivi e la messa in onda disordinata, lo spin-off riuscì comunque a mostrare parte del proprio potenziale. Il progetto avrebbe dovuto evolversi progressivamente, fino ad assumere anche caratteristiche da thriller politico, ampliando così il genere e le possibilità narrative del franchise. Quella trasformazione, però, non ebbe mai il tempo di concretizzarsi. Crusade si fermò dopo una sola stagione, lasciando incompiuti numerosi sviluppi pensati per il futuro e impedendo alla serie di costruire davvero la propria identità al di là del legame con Babylon 5.

Negli anni si è parlato più volte della possibilità di riportare Babylon 5 sullo schermo attraverso un reboot. Il progetto, però, non ha ancora trovato una strada definitiva. Proprio per questo, una possibile alternativa potrebbe essere quella di recuperare l’universo originale attraverso Crusade, continuando una storia rimasta incompiuta invece di ricostruire da zero la serie madre. Un reboot di Babylon 5 dovrebbe inevitabilmente confrontarsi con personaggi e interpretazioni diventati iconici nel tempo. Ripartire dallo spin-off, invece, permetterebbe di esplorare un angolo dell’universo narrativo rimasto ancora largamente inesplorato.

Straczynski aveva già immaginato un percorso di cinque stagioni per la serie e, con le possibilità offerte oggi dagli effetti visivi, molte delle idee pensate all’epoca potrebbero essere sviluppate in maniera completamente diversa.

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Foto: TNT

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