Applausi sinceri nella Sala Debussy per l’esordio alla regia di Valeria Golino con il film Miele, passato oggi nella sezione Un Certain Regard. Una proiezione che ha destato commozione, stemperata alla fine da una risata scoppiata a sorpresa, quando il pubblico ha creduto erroneamente che il film fosse finito prima del tempo a causa di una breve pausa.
Tiene alta la bandiera del cinema italiano la nostra Golino, passata dietro la macchina presa per raccontare una storia difficile e coraggiosissima. Miele racconta infatti dell’eutanasia assistita clandestinamente e lo fa in modo rigoroso, tramite una regia molto ricercata (leggi la recensione).
La Golino, da sempre tra le donne più affascinanti del nostro cinema (tanto da aver sedotto in gioventù anche Hollywood), all’incontro stampa ristretto con la stampa italiana e al successivo photocall indossava un vestito a righe bianche e verdi, come il colore dei suoi occhi e una gonna a fiori. Ai piedi  dei sandali bianchi alti, mentre il suo produttore e compagno Riccardo Scamarcio se ne stava in disparte con un completo scuro.
Al suo fianco, anche l’attrice protagonista, Jasmine Trinca, con look androgino e pettinatura raccolta.
L’incontro ristretto con la stampa italiana presso la Terrazza Martini è stato animato da grossi nuvoloni che hanno nuovamente invaso la Croisette dopo il cielo terso di questa mattina.
La Golino, raccontando la gestazione del film, ha spiegato orgogliosamente gli ostacoli superati nel corso della lavorazione: «Il giorno prima delle riprese ero molto tesa. Non sarei riuscita a fare il film senza l’aiuto di Riccardo e di Viola Prestieri (cofondatori della Buena Onda), che hanno concretamente raccolto i soldi». Un’impresa quella di Miele, che finanziariamente ha raccolto diversi niet. «A dirmi di no sono stati anche molti amici» ha rivelato la regista. «E devo ammettere di esserci rimasta molto male. La soddisfazione più grande è stato vederli ricredersi e venirmi a chiedere scusa».
Sul fatto di non aver recitato lei nella parte principale, ha poi spiegato: «Questo era un ruolo disegnato su una donna giovane e io trovo che Jasmine sia perfetta per incarnare un tipo di donna come questa. Ma se fossi stata più giovane non avrei esitato a litigarmi con lei il ruolo della protagonista. E poi devo ammettere che mi basta fare un lavoro alla volta: dirigere un film per la prima volta è stato già abbastanza faticoso».
Questa sera regista, cast e produttori, festeggeranno il film presso la Terrazza Martini in un esclusivo party.

© RIPRODUZIONE RISERVATA