C’è ancora domani, solo in pochi hanno notato il toccante omaggio nascosto nel film
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C’è ancora domani, solo in pochi hanno notato il toccante omaggio nascosto nel film

Il film d'esordio di Paola Cortellesi è disponibile da oggi su Prime Video: l'occasione perfetta per rivederlo e notare dettagli che magari sono sfuggiti

C’è ancora domani, solo in pochi hanno notato il toccante omaggio nascosto nel film

Il film d'esordio di Paola Cortellesi è disponibile da oggi su Prime Video: l'occasione perfetta per rivederlo e notare dettagli che magari sono sfuggiti

paola cortellesi in c'è ancora domani

Da oggi C’è ancora domani è disponibile anche su Prime Video, e per molti spettatori questa è l’occasione ideale per tornare a uno dei film italiani più importanti degli ultimi anni. L’esordio alla regia di Paola Cortellesi, accolto come un vero caso cinematografico fin dalla presentazione alla Festa del Cinema di Roma 2023, non ha soltanto conquistato il pubblico con la sua forza narrativa e con il suo sguardo lucidissimo sul passato e sul presente, ma ha anche lasciato dietro di sé una lunga scia di dettagli da riscoprire. Rivederlo oggi significa accorgersi ancora una volta di quanto ogni scelta, anche la più piccola, sia stata pensata con precisione. E tra i particolari che possono essere sfuggiti a una prima visione ce n’è uno che colpisce in modo particolare: la toccante dedica finale voluta dalla stessa Cortellesi.

A chi è dedicato il film di Paola Cortellesi

Alla fine del film, quando la storia di Delia sembra ormai essersi compiuta e lo schermo si oscura, compare infatti una scritta semplice ma densissima di significato: “A Lauretta”. È una dedica semplice, quasi sussurrata, che però acquista un peso speciale alla luce di quanto raccontato dalla regista. In un’intervista a Rolling Stone Italia, Paola Cortellesi ha spiegato apertamente che il film è dedicato a sua figlia, aggiungendo che «è la mia musa, è lei che mi ha ispirato tutto». È dunque un dettaglio tutt’altro che casuale: quella frase finale è una traccia molto personale che chiude il film con una nota intima e profondamente coerente con il suo cuore tematico.

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Il nome “Lauretta”, diminutivo affettuoso che rimanda alla figlia Laura, nata dal matrimonio con Riccardo Milani, si inserisce così in modo naturale dentro il senso complessivo dell’opera. C’è ancora domani racconta infatti una storia ambientata nel 1946, ma parla con forza anche al presente e alle generazioni future. Per questo la dedica finale assume un valore che va oltre la sfera privata: resta un gesto personale, certo, ma sembra anche stabilire un legame ideale tra la memoria delle donne che hanno dovuto conquistare spazio, voce e diritti e quelle che oggi possono guardare a quel passato con una consapevolezza diversa.

La trama e il successo di C’è ancora domani

Nel film Cortellesi interpreta Delia, una donna che vive nella Roma del secondo dopoguerra, schiacciata dal peso della povertà, delle convenzioni sociali e di una violenza domestica considerata quasi normale dall’ambiente che la circonda. La sua quotidianità è fatta di lavori, silenzi, rinunce e piccoli gesti trattenuti, fino a quando l’arrivo di una lettera inaspettata apre uno spiraglio verso qualcosa di diverso. È da questa premessa che il film costruisce un racconto capace di muoversi tra memoria storica, denuncia sociale e partecipazione emotiva, trovando una forma accessibile ma mai banale. Anche per questo la visione in streaming può diventare l’occasione per cogliere con più calma sfumature, simboli e passaggi che al cinema, dentro il flusso dell’emozione, potevano essere passati in secondo piano.

immagine dal film c'è ancora domani

Delia in fila con altre donne di varie generazioni: è il cuore di C’è ancora domani

Il successo del film, del resto, è stato tutt’altro che ordinario. Dopo l’anteprima romana, C’è ancora domani è diventato un fenomeno al botteghino in Italia, arrivando a sfiorare i 37 milioni di euro e imponendosi come uno dei casi cinematografici più rilevanti del nostro cinema recente. La sua corsa non si è fermata ai confini nazionali: nel 2025 il film è arrivato anche in Nord America, Cina e Corea del Sud, continuando il suo percorso internazionale e trovando nuova attenzione in mercati cruciali. Proprio in Cina, nei mesi successivi, il titolo ha ottenuto anche un riconoscimento importante ai Golden Rooster Awards come miglior film straniero, confermando la capacità dell’opera di parlare a pubblici molto diversi tra loro. E forse è anche per questo che oggi, con l’arrivo su Prime Video, il film torna a mostrarsi per quello che è stato fin dall’inizio: non solo un enorme successo, ma un’opera destinata a lasciare un segno duraturo nel cinema italiano contemporaneo.

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