Nel novero dei film horror più spaventosi di tutti i tempi, troppo spesso sembriamo dimenticarci di un particolare film che ancora oggi sembra in grado di scuotere profondamente colui ha l’ardire di tentarne la visione, al punto che da più parti è stato marchiato come un film “impossibile da guardare più di una volta“.
Stiamo parlando di Entity, controverso horror realizzato nel 1982 da Sidney J. Furie, è senza dubbio un’opera profondamente disturbante capace di mettere a disagio anche gli spettatori più avvezzi all’orrore Non a caso, nel corso degli anni ha trovato un sostenitore d’eccezione in Martin Scorsese, che lo ha inserito addirittura tra i film più terrificanti mai realizzati.
Al centro della storia troviamo Carla Moran (Barbara Hershey), una madre single che subisce una serie di terrificanti aggressioni sessuali da parte di una presenza invisibile. Dopo il primo attacco, Carla cerca disperatamente di convincere le persone intorno a lei che quanto sta vivendo è reale, ma quasi nessuno è disposto a crederle. La sua amica Cindy la considera inaffidabile, mentre lo psichiatra Phil Sneiderman (Ron Silver) è convinto che dietro le sue esperienze si nasconda un trauma psicologico.
Il film imbastisce così un vero e proprio incubo dai contorni tristemente plausibili. Il pubblico sa che Carla sta dicendo la verità, mentre quasi tutti le persone intorno a lei continuano a metterne in dubbio la parola. La situazione cambia quando Carla entra in contatto con alcuni investigatori del paranormale, che decidono di aiutarla. Questi tentano di intrappolare l’Entità all’interno di una riproduzione della casa della donna costruita in una palestra universitaria. Ma la vera battaglia di Carla, in realtà, non sarà soltanto quella contro la presenza che la perseguita, ma anche quella per riprendere il controllo sulla propria vita.
All’epoca Entity fece scalpore anche per aver preso ispirazione da una storia vera. Carla Moran era infatti basata su Doris Bither, una donna di Culver City, California, che nel 1974 sostenne di essere stata aggredita sessualmente da una presenza soprannaturale all’interno della propria abitazione. I suoi figli affermarono di aver assistito ad alcuni degli episodi e, successivamente, il parapsicologo Barry Taff investigò sul caso testimoniando poi di aver osservato fenomeni che non riuscì a spiegare. Sebbene le accuse di Bither non furono mai dimostrate in maniera definitiva, il film sceglie deliberatamente di spingersi oltre l’incertezza del caso reale e presentare ciò che accade a Carla come qualcosa di assodato.
Un approccio che nel tempo ha tuttavia finito per polarizzare le discussioni intorno al film. Entity contiene infatti numerose rappresentazioni di violenza sessuale e, quando arrivò nel Regno Unito, suscitò anche proteste da parte di gruppi a sostegno dei diritti delle donne. Barbara Hershey difese il lavoro compiuto sul film spiegando: “Mi dà fastidio essere messa nella posizione di dover difendere il film. Abbiamo lavorato davvero duramente per non renderlo sfruttativo. Lo stupro è una delle cose più brutte, se non la più brutta, che possano colpire una persona. È una sorta di assassinio. Non ho risposta per quelle persone che si offendono.”
Sebbene alla sua uscita Entity fu accolto tutt’altro che bene dalla critica, la sua reputazione è tuttavia cambiata radicalmente con il passare del tempo, anche grazie a una rilettura che ha permesso di andare oltre gli aspetti più controversi del film, il quale oggi può essere letto anche attraverso una prospettiva diversa. La continua necessità di Carla di dimostrare che le sue sofferenze sono reali, mentre uomini e istituzioni mettono costantemente in dubbio la sua credibilità, è stata riletta come una potente allegoria della violenza subita dalle donne e della difficoltà che molte di esse riscontrano nel tentativo di farsi ascoltare. Una rivalutazione alla quale ha contribuito anche Martin Scorsese, il quale ha definito Entity un “film davvero terrificante“, ponendolo al quarto posto nella sua personale classifica dei film più spaventosi mai realizzati, davanti a classici assoluti come Psycho e Shining.
Ad oggi Entity non può certamente dirsi privo di difetti, e alcuni effetti speciali oggi risultano inevitabilmente datati. Tuttavia, la sua capacità di lasciare il segno è rimasta ampiamento intatta anche a più di quattro decenni di distanza. Insomma, si tratta senza dubbio un film che non si dimentica facilmente, e che non esita a mettere lo spettatore nei panni della vittima, facendogli – per quanto possibile – vivere lo stesso terrore e le stesse angosce e che merita di sedere alla stessa tavola di horror come L’esorcista e Non aprite quella porta.
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Foto: 20th Century Studios
Fonte: CBR
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