Il primo a stupirsi del suo successo è sempre stato lui, Luca Medici, in arte Checco Zalone, il cantante neomelodico napoletano autore di alcune delle canzoni più irriverenti e divertenti che si siano mai sentite a Zelig (da Moggi a Jovanotti, passando per le ministre e Giovanni Allevi, nessuno si salva dalle frecciate di Zalone). Improvvisatosi sceneggiatore e attore in Cado dalle nubi, Medici/Zalone ha fatto ridere tutta l’Italia, rivelandosi capace di una comicità feroce e intelligente, che faceva a pezzi luoghi comuni e convenzioni su Nord e Sud, omo ed eterosessuali. Adesso, Che bella giornata promette scintille e molte risate sul tema dell’integrazione.

Best Movie: Dice sempre che non sa fare niente, ma intanto è già al secondo film…
Checco Zalone: Perché io sono uno che è capitato per caso in questo ambiente. Se non c’erano Pietro Valsecchi della Tao Film e la Medusa che insistevano, io andavo avanti a fare le mie stupidate. Figurati adesso che tutti quelli che hanno visto Cado dalle nubi, mo’ sono lì ad aspettarmi per vedere come me la cavo in Che bella giornata. A volte mi chiedo chi me l’ha fatto fare.
BM: Già, chi glielo ha fatto fare? Cioè, chi è stato?
Checco Zalone: L’idea è iniziata sull’onda dell’entusiasmo, del tutto inaspettato, nato dal mio primo film. Cominciavano ad arrivare queste notizie sul successo di Cado dalle nubi, e Gennaro Nunziante, che aveva diretto il film (e che è di Bari, come me), mi ha telefonato per dirmi di uno strano sogno che aveva fatto: una ragazza araba con una bomba si serviva di me per compiere un atto terroristico. Siccome i sogni vanno presi sul serio, abbiamo iniziato a lavorarci su.
BM: Faccio un po’ fatica a vederci il lato comico…
Checco Zalone: È che la cosa da ridere era figurarmi mentre me ne andavo in giro con una bomba, e senza saperlo. No, veramente, capisco che può sembrare una storia strana: una ragazza araba che per vendicare i suoi genitori morti in un attentato vuole far saltare la Madonnina, approfittando di me che sono guardiano del Duomo di Milano. Ma vi assicuro che la storia è a lieto fine – la Madonnina è ancora lì, no? – ed è vista dal suo lato grottesco, compresa la mia famiglia, che come al solito è di meridionali emigrati a Milano, guidata da un padre molto particolare, interpretato da Rocco Papaleo.
BM: Questa volta il coast to coast è tra Puglia e Basilicata?
Checco Zalone: Anche di più: Papaleo è un grande e siamo diventati subito amici, anche perché è un vero bohémien, capace di farsi prendere da una discussione per strada, lanciare la giacca per terra e dimenticarsene andando via. È uno che ti prende anche dal lato umano, infatti è già venuto a casa mia a mangiare i panzerotti, spero che sia l’inizio di una lunga frequentazione. Nel film poi ci sono anche Tullio Solenghi, che è un grande attore e naturalmente molto più bravo di me. Avevo una fifa blu dei paragoni, anche perché mi doveva fare da “spalla”. E Luigi Luciano, che è uno degli interpreti delle storie di Maccio Capatonda, che girano in rete.

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Checco Zalone (33 anni), cabarettista, comico, musicista e ora nuovo volto del nostro cinema da ridere. Ha cominciato con il laboratorio di Zelig Off, è salito agli onori della ribalta con “Siamo una squadra fortissimi” (inno dei fortunati Mondiali 2006) ed è arrivato al cinema nel 2009, sbancando i botteghini, con Cado dalle nubi


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