Comici nel mirino. Dopo la polemica mediatica che ha investito I soliti idioti al debutto cinematografico (e che BestMovie.it ha seguito e analizzato, tramite gli interventi di alcuni blogger e lasciando la parola ai propri lettori tramite un sondaggio e un’inchiesta sul campo) la critica torna alla ribalta con le sue divisioni in occasione del riapprodo televisivo di Checco Zalone, andato in onda lo scorso venerdì sera su Canale 5 con il suo Resto umile world show. Come nei confronti di Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio anche verso Zalone l’accoglienza della stampa è stata ambivalente. Sotto i riflettori, oltre all’ovvio confronto con il ” comico mattatore-modello” Fiorello e Il più grande spettacolo dopo il weekend che continua a mietere record di ascolti su Raiuno (con previsioni boom per l’ultima puntata di questa sera, che vedrà tra gli ospiti Jovanotti e Benigni) sono finite le gag di Checco Zalone. Proprio come accaduto per I soliti idioti, il comico è stato accusato di «eccessi di volgarità» e completamente demolito da una parte dei giornalisti. Tra i suoi principali detrattori il blogger de L’Espresso Riccardo Bocca, che ha così commentato la performance: «[…] Un programma, nel complesso, che oggi vorremmo fingere di non avere visto, e possibilmente di non avere sentito, tanto è il dispiacere per questo suicidio (artistico) molto poco assistito. […] Il fatto è che Zalone, nella sua implicita simpatia, ha già spremuto se stesso. Spiace, l’ho detto, scriverlo, ma il problema non è nuovo. Già nel buio dei cinema, dopo le sghignazzate imperiali con “Cado dalle nubi”, si registrava la pochezza di “Una bella giornata”, strascico milionario -ma assai meno felice- dell’opera prima. E qui si scende ancora, nell’insolente convinzione che alle platee divanate si possa offrire il peggio, l’avanzo». In favore di Zalone invece si è mosso dalle pagine del Corriere Aldo Grasso, che lo promuove a pieni voti e sottolinea la critica sociale dietro le sue imitazioni: «Grande Checco Zalone. Anzi, adesso bisognerà quasi difenderlo dall’ abbraccio dei cultori dell’ ultima ora […] Le sue interpretazioni di Roberto Saviano o di Nichi Vendola sono due piccoli trattati di antropologia politica, una satira fatta apposta per alimentare quel bisogno di perplessità che continuamente ci neghiamo. Quando esegue la canzone di solidarietà «Maremoto a Porto Cervo», il nuovo jovanottismo internettiano che ci circonda crolla in un tonfo di intensità tragica». Meno difendibile, anche per Grasso, tuttavia è stata l’imitazione di Michele Misseri «inquietante, tanto che gli autori hanno sentito il bisogno di annacquare tutto con la presenza di Claudio Bisio e l’ inutile riferimento a Giorgio Gaber».
Dal canto suo, a proposito delle polemiche innescate dal successo delle commedie italiane al botteghino, vessate però dalla critica, Zalone ha già detto la sua nell’inchiesta condotta da Best Movie sul numero di dicembre (che stiamo pubblicando a puntate sul sito), dando in un certo senso una risposta anche ai critici televisivi: «Con Che bella giornata abbiamo voluto essere molto ambiziosi, anche se penso che la commedia non debba avere grandissime pretese, né essere pretestuosa. L’arte non deve necessariamente muovere o cambiare il mondo, ma dare un’intenzione, quello sì». (Foto Getty Images)

E voi cosa ne pensate? Checco Zalone, un altro “solito idiota”?

Cliccando qui potete recuperare una clip dello show di Zalone, relativa all’imitazione di Vendola.

(Fonti: L’Espresso; Corriere)

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