È giusto raccontare il Male, riaprendo pagine di storia ancora dolorose? E può il “cattivo”, quello che di male ne ha fatto eccome, segnando gli anni più drammatici della storia italiana del dopoguerra, avere anche un volto bello, affascinante e carismatico? L’ultima polemica scatenata dal nostro cinema ha investito Renato Vallanzasca, il bandito più violento e fascinoso (sì, l’abbiamo detto: e infatti uno dei capi d’accusa è proprio questo) degli anni di piombo, e oggi protagonista di Vallanzasca – Gli angeli del male, biopic firmato da Michele Placido che riprende in modo avvincente lo stile di Romanzo criminale, sfruttando nuovamente il sempre metamorfico Kim Rossi Stuart. La colpa – paradossalmente parlando – del bel René è di essere ancora vivo. Di essere ergastolano ma ancora tristemente indimenticato dai parenti delle vittime. Di essere troppo bello. Su questo, è stato il regista, conversando con noi di Best Movie, a schermirsi: «Proprio per il fatto di aver filologicamente mantenuto Renato “bello” sono stato molto criticato. Come se un delinquente dovesse per forza avere un aspetto lombrosiano: Vallanzasca è un altro tipo di mente criminale, dotato di simpatia, leggerezza e di una grande capacità di sedurre, un mix che faceva impazzire le donne. È proprio questo che lo rende interessante come personaggio cinematografico».
Kim Rossi Stuart, quando ci siamo trovati faccia a faccia, ha tirato fuori i riferimenti anche recenti a cui tutti abbiamo pensato mentre vedevamo scorrere sullo schermo le immagini di questo nuovo crime movie. John Dillinger, ovviamente, il bandito più famoso dei ruggentissimi Anni Venti e Trenta americani a cui ha dato volto, per stare solo all’ultima celebre versione, il certamente non poco fascinoso Johnny Depp (in Nemico pubblico di Michael Mann, successo di critica pressoché non sfiorato da polemiche). E Jacques Mesrine, il sanguinario criminale d’oltralpe protagonista del doppio film di Jean-François Richet che ha fruttato all’altrettanto charmant Vincent Cassel il prestigioso premio César e il plauso della critica internazionale. E Mesrine (caso curioso: il suo secondo nome era René) “operava” negli stessi anni del nostro Renato.
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Il “bel René”, il più celebre e temuto (ma anche il più affascinante e carismatico) bandito degli anni di piombo, interpretato da uno straordinariamente mimetico Kim Rossi Stuart (41 anni)
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