Chi vince tra RoboCop e Terminator? I 400 Calci omaggiano il cult di Paul Verhoeven al Best Movie Comics & Games 2025
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Chi vince tra RoboCop e Terminator? I 400 Calci omaggiano il cult di Paul Verhoeven al Best Movie Comics & Games 2025

Tra satira, supereroi e figure mistico-religiose, il collettivo di critica cinematografica racconta la genesi e i retroscena del capolavoro action del 1987

Chi vince tra RoboCop e Terminator? I 400 Calci omaggiano il cult di Paul Verhoeven al Best Movie Comics & Games 2025

Tra satira, supereroi e figure mistico-religiose, il collettivo di critica cinematografica racconta la genesi e i retroscena del capolavoro action del 1987

I 400 calci omaggiano RoboCop al Best Movie Comics & Games 2025

Secondo giorno di Best Movie Comics & Games 2025 e secondo appuntamento speciale con I 400 Calci, la testata che ha rivoluzionato il modo di fare critica cinematografica nel panorama italiano, unendo una preparazione ineccepibile alle armi taglienti dell’umorismo e dell’autoironia. Dopo l’incontro dedicato a Terminator, si passa oggi al suo “fratello di sangue” RoboCop, introdotto per l’occasione da Nanni Cobretti, Xena Rowlands e Quantum Tarantino.

Come sempre, si parte dalla genesi del capolavoro del 1987 diretto da Paul Verhoeven, ricordando… che l’idea, in realtà, non è stata farina del suo sacco: «È un regista famoso per una serie di film che fanno satira di altrettanti generi, come Basic Instinct e Atto di forza. RoboCop è allo stesso tempo un poliziesco ultraviolento e una satira del poliziesco ultraviolento. Quando gli hanno proposto di fare questo film, Verhoeven era tipo l’ultima scelta, tant’è che lo ha rifiutato due volte. Alla fine è stato convinto dalla moglie: non conoscendo bene la lingua inglese, aveva letto la sceneggiatura, ma non l’aveva capita».

La storia, in realtà, è venuta in mente a un assistente sul set di Blade Runner: a lui si devono il dramma dell’uomo-macchina che perde la sua identità, la satira della polizia, del futuro e del consumismo e la costruzione supereroistica del protagonista, che calcava la mano sull’ispirazione “fumettistica” (non a caso, è stato chiesto a Verhoeven di prepararsi all’ingaggio proprio attraverso la lettura di comics americani). 

Come per Terminator nell’incontro precedente, torna anche stavolta il tema della lettura cristologica del film, caratterizzato, come tanti altri capolavori della fantascienza degli anni ’80, da metafore bibliche e riferimenti religiosi. Se Terminator era un emissario dal futuro, quasi un angelo della morte, in RoboCop l’elemento mistico è proprio alla figura di Gesù: nel film, infatti, il poliziotto Alex Murphy viene ucciso, mutilato a colpi di fucile e ricostruito meccanicamente, per poi tornare in vita al servizio dell’umanità.

Uno degli aspetti più intelligenti del capolavoro action del 1987, raccontano I 400 Calci, è sicuramente la satira, che soltanto a distanza di anni è possibile cogliere appieno: «È uno di quei film che oggi sembrano modernissimi, perché su molte cose è preveggente, ma allo stesso tempo è una profonda critica del suo tempo, del reaganismo, di quelle che erano le paure dei cittadini americani di allora». Una su tutte, lo strapotere delle corporation: «Negli anni ’80, tutti temevano che avrebbero soppiantato i governi. Per questo, per tutto il primo atto e mezzo al centro della trama ci sono le battaglie tra le multinazionali – tra cui la Omni Consumer Product, che è un po’ come se ci fosse una dittatura di Amazon -, e lo spettatore è tentato di prendere le parti di queste figure aziendali, ma non di RoboCop, di cui in fondo ancora non sa nulla. Lo stesso RoboCop, del resto, nasce con intenti commerciali, non esattamente per la giustizia. Che dire, per fortuna ci hanno messo in guardia e noi abbiamo agito di conseguenza…»

Non mancano i retroscena sul casting del protagonista, per l’epoca insolito: «Il primo nome a cui avevano pensato era ovviamente quello di Arnold Schwarzenegger. Il problema era il costume, troppo rigido e contenuto per il suo fisico muscoloso, oltre al fatto che avrebbe portato la maschera per tutto il film, cosa che lo avrebbe reso poco riconoscibile. Alla fine è stato scelto un attore che non era famosissimo, ma – parola di Paul Verhoeven – “era l’unico che lo voleva fare davvero, e non era venuto al provino perché costretto dall’agente”».

Dopo il consueto spazio per le rubriche storiche del collettivo, si chiude con la fatidica domanda: chi vincerebbe nello scontro tra RoboCop e Terminator? Per I 400 Calci non c’è storia: la vittoria andrebbe a Terminator. Un ultima nota che si guadagna l’applauso del pubblico di Best Movie Comics & Games 2025.

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