Nolan critica Netflix

Altra picconata per Netflix. In un’intervista rilasciata di recente a IndieWire, Christopher Nolan ha criticato duramente la piattaforma a causa del modello di business adottato dalla società guidata dal Ceo Reed Hastings, perché, secondo il regista di Dunkirk, l’obiettivo del servizio on demand sarebbe quello di far chiudere le sale cinematografiche. Nello specifico Nolan ha criticato il fatto che i film vengano distribuiti contemporaneamente sia al cinema sia su Netflix.

«Credo che gli investimenti fatti da Netflix in progetti interessanti e nelle idee originali dei registi sarebbero molto più apprezzabili se non fossero utilizzati come leva per far chiudere i cinema. È una politica davvero insensata che non riesco a comprendere», ha dichiarato Nolan. «Netflix dimostra di avere una vera e propria avversione verso le sale, hanno questa policy insensata di avere simultaneamente il titolo in streaming, un modello di business insostenibile per i cinema. Praticamente l’uscita nelle sale diventa un passaggio inutile e un’opportunità completamente sprecata»

Al contrario il regista ha commentato positivamente la scelta di Amazon, che include i titoli nella propria offerta solo dopo che questi sono usciti al cinema: «Come potete constatare voi stessi, Amazon è molto felice di non commettere lo stesso errore, lasciando alle sale una finestra temporale di 90 giorni. Questo è un modello perfetto».

Inoltre Nolan ha escluso piuttosto categoricamente la possibilità futura di una collaborazione con Netflix: «L’unica distribuzione a cui sono interessato è quella cinematografica. Non lavorerei mai per Netflix. Tu lo faresti? Se fai un film per il cinema deve essere visto al cinema».

Una posizione molto chiara ma non condivisa da tutti i colleghi. Di recente infatti Martin Scorsese è stato coinvolto da Netflix per The Irishman (con Robert De Niro, in arrivo nel 2019). E pure David Ayer, alla regia del cop movie Bright (in arrivo a dicembre, con Will Smith), ha esaltato la piattaforma in streaming per la libertà creativa con cui ha potuto lavorare al progetto.

Foto: © Getty

© RIPRODUZIONE RISERVATA