Ci risiamo: Netflix ha cancellato un’altra serie promettente dopo una sola stagione. Questa volta a farne le spese è The Boroughs, progetto sci-fi prodotto da Matt e Ross Duffer, i creatori di Stranger Things. La decisione arriva ad appena un mese dal debutto della serie sulla piattaforma e chiude, almeno per il momento, ogni possibilità di ritorno per uno dei titoli più curiosi e apprezzati del catalogo recente di Netflix.
La cancellazione colpisce soprattutto perché Netflix sembrava pronta a puntare con forza sul progetto. Per The Boroughs era stata infatti aperta una writers’ room per la seconda stagione, una mossa abbastanza comune quando una piattaforma vuole evitare pause troppo lunghe tra un capitolo e l’altro, soprattutto nel caso di serie considerate ad alto profilo. Secondo quanto riportato, era stata presa in considerazione anche l’ipotesi di girare la seconda e la terza stagione una dopo l’altra. Tutto, però, si è fermato davanti ai risultati ottenuti dalla serie dopo l’uscita.
The Boroughs ha totalizzato 18,8 milioni di visualizzazioni dal debutto, ma il suo weekend di apertura si è fermato a 5,6 milioni: numeri non abbastanza forti per gli standard di Netflix, soprattutto considerando il tipo di produzione. La serie poteva infatti contare su un cast importante e su un impianto sci-fi ricco di effetti visivi, elementi che hanno presumibilmente alzato i costi e reso più difficile giustificare un rinnovo davanti a una risposta non abbastanza ampia da parte del pubblico.
Eppure, sul piano critico, The Boroughs non era affatto passata inosservata. La serie era stata accolta come una delle proposte sci-fi più interessanti della stagione, anche grazie a un’idea di partenza capace di distinguersi nel panorama sempre più affollato delle produzioni di genere. Qualcuno l’aveva descritta, con una formula immediata e un po’ ironica, come una sorta di Stranger Things con protagonisti anziani: una definizione riduttiva, certo, ma utile a suggerire il tipo di atmosfera alla base del racconto, sospesa tra mistero, orrore soprannaturale e comunità apparentemente ordinaria attraversata da qualcosa di oscuro.
La storia era ambientata nel deserto del New Mexico, all’interno di una comunità per pensionati chiamata proprio The Boroughs. Un luogo luminoso, curato e in apparenza perfetto, pensato per offrire ai suoi abitanti gli anni migliori della loro vita. Per il nuovo arrivato Sam Cooper, però, quel paradiso cominciava presto ad assomigliare a una prigione. Dopo un inquietante incontro notturno, l’uomo scopriva che qualcosa di mostruoso si aggirava tra le strade ordinate del quartiere.
Considerato inizialmente soltanto un anziano confuso, Sam trovava alleati inattesi in un gruppo di residenti fuori dagli schemi: un’ex giornalista brillante, una donna attratta dalla spiritualità, un cinico manager musicale e un medico alle prese con i propri limiti. Il cuore della serie era proprio questo: raccontare personaggi spesso ignorati, sottovalutati o considerati ormai ai margini, trasformandoli negli eroi improbabili di una storia di mistero e sopravvivenza.
I creatori Jeffrey Addiss e Will Matthews avevano spiegato che la domanda centrale dello show era molto semplice: che cosa fai con il tempo che ti resta? Un interrogativo capace di dare alla serie un’identità più emotiva rispetto a molti altri prodotti sci-fi contemporanei. Dietro il mistero, i mostri e l’atmosfera inquietante, The Boroughs sembrava infatti voler parlare di vecchiaia, paura, rimpianti, possibilità e desiderio di non essere definiti soltanto dal tempo rimasto.
Anche Stephen King aveva elogiato pubblicamente la serie, definendola una visione deliziosa e invitando i suoi follower a recuperarla su Netflix. Un endorsement non da poco, soprattutto per un progetto che mescolava elementi soprannaturali, provincia americana, tensione horror e malinconia del tempo che passa. Il sostegno dello scrittore, però, non è bastato a convincere la piattaforma a proseguire.
La cancellazione di The Boroughs conferma ancora una volta quanto sia difficile, per una serie Netflix, sopravvivere oltre la prima stagione se i numeri iniziali non sono immediatamente esplosivi. Negli ultimi anni, la piattaforma ha spesso interrotto titoli apprezzati dalla critica o sostenuti da una fanbase affezionata, privilegiando la risposta quantitativa del pubblico nelle prime settimane di disponibilità. Una logica comprensibile dal punto di vista industriale, ma sempre più frustrante per gli spettatori, soprattutto quando si tratta di storie seriali costruite per svilupparsi nel tempo.
Nel caso di The Boroughs, il rammarico è ancora più evidente perché il progetto sembrava avere margini narrativi importanti. Il mondo della serie, il mistero al centro della comunità e la natura dei suoi protagonisti lasciavano spazio a un racconto capace di crescere stagione dopo stagione. Invece, la prima stagione resterà anche l’unica, trasformando una delle novità sci-fi più promettenti di Netflix in un altro caso di serie interrotta quando aveva ancora molto da raccontare.
Per chi volesse comunque recuperarla, The Boroughs è disponibile in streaming su Netflix con la sua prima e unica stagione.
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