Best Movie: Quanto è pronta Margherita a diventare mamma?
Cristiana Capotondi: «Zero, credo come tutte le donne che diventano madri. È paradossale, ma tra i due penso sia più pronto Paolo. Fabio è un bravissimo padre nella vita e ha attinto dalla materia prima esistenziale sua per il personaggio».

BM: Da 1 a 10, quanto Margherita è:
– una brava moglie: «39. Best moglie forever».
– intelligente: «Voto alto, perché spesso anticipa le mosse di Paolo».
– intraprendente: «Non moltissimo, devo ammettere. Non è una sua qualità l’intraprendenza».
– perfettina: «Be’, inarrivabile. Credo che da 1 a 10 siamo sui 100».

BM: Da 1 a 10, quanto Paolo è:
– un bravo marito: «Tanto, certo ha le sue pecche, però ha anche delle doti».
– intelligente: «Posso pensarci un attimo? (ride). Diciamo che è un uomo di grande sensibilità».
– intraprendente: «Troppo. Lui dovrebbe non fare nulla. Come dice Giorgio nel film: “Tu devi stare fermo. Devi parlare solo se evidentemente sei interpellato, devi muoverti il meno possibile”».
– goffo: «100. È un perfetto Paperino».

BM: Tuo padre è più o meno insopportabile di Robert De Niro in Ti presento i miei?
CC: «È più sopportabile, perché De Niro è da denuncia».

BM: Tu da che parte stai?
CC: «Io ho un grande amore per mio padre e insieme sopportiamo Paolo. Soprattutto sono convinta che Paolo e Giorgio siano due facce della stessa medaglia e in realtà in questo odio si amano alla follia. Per una parte del film saranno anche complici».

BM: Ami Paolo perché…
CC: «Queste non sono domande che si fanno! Si mettono in crisi famiglie con queste domande! (ride) Lo amo e basta. Non me lo sono mai chiesta il perché. Forse perché lui mi ama e nessun’altro mi amerà come mi ama lui. Certo è follemente innamorata della sua goffaggine».

BM: Chi sono Alberto (Diego Abatantuono) e Benedetta (Laura Chiatti)?
CC: «Alberto è un felice sopravvissuto, quindi si approccia alla vita come fanno i bambini, con divertimento e ironia. Non prende nulla sul serio e questo renderà particolarmente sopportabile la presenza di Paolo nel castello. Mentre Benedetta è arrabbiata e un po’ delusa da come sono andate le cose nella sua vita, sia dal punto di vista sentimentale sia per le perdite che ha avuto, perché è rimasta orfana di madre. Però ha una grande autoironia e un forte senso di maternità. Ha voluto questo figlio a tutti i costi e forse sarà una madre migliore di Margherita».

BM: Chi ha invitato Ale e Franz?
CC: «Nessuno in realtà li avrebbe voluti invitare. Diciamo che li ha tirati in causa quel cretino di mio marito (ride). Sono stati chiamati a interpretare un ruolo molto particolare…».

BM: In La peggior settimana della mia vita, raggiungevi la chiesa da sola, guidando un furgone. Questa volta ti toccherà raggiungere l’ospedale nelle stesse condizioni?
CC: «No, faccio molto di più. Ci saranno delle acrobazie pirotecniche per sfornare Caterina».

BM: Trova uno slogan per lanciare il film.
CC: «Vieni al cinema a vedere tutto quello che non vorresti che ti capitasse a Natale».

BM: Il miglior pregio di Fabio de Luigi?
CC: «Ne ha tanti. E io sono una sua fan sfegatata, per cui non potrei dirne uno solo. È in grado di collaborare, di aiutarti. Ha una capacità di relazione che ti mette nella condizione di lavorare bene».

BM: E il peggior difetto?
CC: «È interista». (Cristiana è romanista, ndr).

BM: Quanto fa ridere Fabio de Lugi sul set?
CC: «Moltissimo. Ogni tanto io rido molto in scena, poi mi arrabbio, poi però mi dico: “Era inevitabile”! Poi faccio la razionale: “Scusami ma se rido io, ridono tutti gli spettatori”. Comunque anche nella vita è parecchio divertente. Trovo che abbia una corrispondenza con i personaggi che interpreta. Fabio non è Paolo, però ha qualcosa di lui, quanto meno nella modalità di ridere rispetto alle cose, ha la stessa ironia, la stessa spontaneità e semplicità».

BM: Il peggior Natale di Cristiana Capotondi?
CC: «Questo! Però ce n’è uno ancora peggiore, ancor più drammatico. Io avevo più o meno sei anni, era la vigilia ed eravamo a cena. A un certo punto ho sentito dei rumori in salone e ho visto mio zio che si stava vestendo da Babbo Natale e aveva con sé una bicicletta. Il primo pensiero è stato: ha rubato la bici a Babbo Natale. Il secondo: perché si veste da Babbo Natale? Il terzo: ha ucciso Babbo Natale. Il quarto: oddio, Babbo Natale non esiste!».

BM: Ti piacerebbe avere un figlio nella vita reale?
CC: «Mi piacciono molto i bambini, però non sono una persona che crede di compiersi nella maternità. Trovo molto violento quando le donne ti dicono: “Tu non sei madre e non puoi capire”. Anche perché credo che si possa provare un senso di maternità inaudito verso altre persone o altri bambini che in realtà non sono figli tuoi. Per il momento non ci penso. Il matrimonio invece lo escludo!».

BM: So che hai amato interpretare la principessa Sissi, ma quanto era scomodo il corpetto rigido?
CC: «Molto scomodo e molto pesanti gli abiti». Non potevo andare in bagno, avevo un perenne mal di stomaco perché il corpetto era troppo stretto – per cui Malox a go go – e il continuo movimento della gonna mi creava una sensazione di mal di mare. Credevo di avere la labirintite. Però i costumi di Sissi erano meravigliosi».

BM: Dopo Sissi chi ti piacerebbe interpretare?
CC: «Caterina II di Russia, anche perché lei era tedesca, Sissi austriaca, quindi ho una certa familiarità. Lei ha iniziato il sistema universitario in Russia e probabilmente ha ucciso il marito per liberarsene. E poi Santa Teresa del Bambin Gesù (di Lisieux), che è la seconda patrona di Francia dopo Giovanna D’Arco. Dottore della Chiesa, teologa di altissimo livello, seppur avesse solo l’equivalente della nostra quinta elementare. Si vede che sono un’appassionata di storia? (ride)».

BM: Una cosa di te che nessuno conosce.
CC: «Tante, perché io sono una persona piuttosto riservata. Forse qualcuno non sa che sono una romanista sfegatata».

BM: Cosa manca alla vita di Cristiana Capotondi?
CC: «Adesso c’è tutto quello che dovrebbe esserci per essere felici. Però credo che in una vita intera si debbano fare tante altre cose. Le farò col tempo…».

BM: Un sogno nel cassetto e uno proibito.
CC: «Sogni proibiti non ne ho, perché il concetto di sogno proibito è una specie di autocensura. Io le cose che sogno spero sempre di realizzarle. Adesso il mio sogno è riuscire a portare a termine un progetto a cui mi sto dedicando, concretizzarne altri e riuscire ad andare in vacanza, perché ancora non l’ho fatto».

BM: Il miglior partner che hai avuto?
CC: «Difficile da dire, perché sono sempre stata fortunata. Ho lavorato con persone con le quali mi sono trovata bene. Però dico Fabio, perché sia nel film precedente sia in questo c’è tanto Paolo e Margherita e se lui non fosse stato un partner perfetto forse non sarei riuscita così bene. È sulla sinergia che si è creata tra noi che abbiamo costruito tutto».
(Foto: Loris T. Zambelli-Photomovie)

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