Best Movie: Quanto è pronto Paolo a diventare papà?
Fabio De Luigi«Il problema è quanto la figlia è pronta ad avere un padre come Paolo. Perché lui in realtà è prontissimo e ansioso di conoscerla. E se mi chiedi perché alla fine del primo film facevo quell’espressione alla notizia della gravidanza? Be’, voglio darti una notizia: credo che quella sia la faccia che fanno tutti gli uomini quando scoprono di diventare padri».

BM: Da 1 a 10, quanto Margherita è:
– una brava moglie: «Molto, perché sopporta con pazienza e grande amore – che non si sa bene da dove gli arrivi – quest’uomo che si è messa in casa».
– intelligente: «Be’, parecchio, perché riesce a vedere nelle goffaggini del marito non una mancanza d’intelligenza».
– intraprendente: «Pochissimo, a parte l’essere andata contro la volontà dei suoi che non volevano che lei sposasse Paolo, è una ragazza casa e famiglia».
– perfettina: «Troppo, anche se da qualche parte un lato oscuro della Luna ci sarà, perché se fosse totalmente perfettina non avrebbe sposato questa specie di tromba d’aria umana».

BM: Da 1 a 10, quanto Paolo è:
– un bravo marito: «Be’, moltissimo; è innamoratissimo della moglie ed è felice dell’arrivo della bambina».
– intelligente: «Gli darei un bel 7, perché la sua non è mancanza d’intelligenza è incapacità nell’affrontare le difficoltà».
– intraprendente: «Mah, insomma… qui il voto si abbassa tanto».
– goffo: «Qui se ci fosse una laurea con massimo dei voti e bacio accademico, ma anche con palpata accademica e ola della commissione, sarebbe tutta sua».

BM: Tuo suocero è più o meno insopportabile di Robert De Niro in Ti presento i miei?
FDL: «Più sopportabile, anche perché De Niro era una specie di serial killer. Invece mio suocero è un brav’uomo armato di santa pazienza, che riesce a tollerare cose che altri esseri umani non tollererebbero nei suoi panni».

BM: Nel rapporto tra di voi, chi ha torto e chi ragione?
FDL: «Nessuno dei due, abbiamo entrambi un po’ ragione e un po’ torto».

BM: Ami Margherita perché…
FDL: «È la donna della mia vita e mi darà una figlia bellissima».

BM: Chi sono Alberto (Diego Abatantuono) e Benedetta (Laura Chiatti)?
FDL: «Alberto è un uomo che ha sconfitto la morte e quindi è innamorato della vita. Benedetta, invece, ha un carattere complicato, odia Paolo, o meglio: non lo considera, perché lui le ha portato via l’amica del cuore, e in generale non si fida degli uomini. Ha una visione del mondo tutta sua. È molto amica di Margherita e anche lei è molto incinta».

BM: Chi ha invitato Ale e Franz?
FDL: «Tutti li abbiamo voluti, perché li amiamo. Qui compaiono in un bellissimo cameo; interpretano rispettivamente un becchino e un truccatore di cadaveri. Loro erano molto felici della parte e per il pubblico sarà una bella scoperta vedere Ale e Franz diversi dal solito».

BM: Metterai ancora le mani nel water?
FDL: «No, perché rovinerei troppo l’orologio» (ride).

BM: Trova uno slogan per lanciare il film.
FDL: «È meglio di quello dell’anno scorso».

BM: Il miglior pregio di Cristiana Capotondi?
FDL: «È ironica ed è sempre preparata sul lavoro. Lei entra totalmente nel personaggio e ha la capacità di far divertire, che non è da tutti. È completa, insomma».

BM: E il peggior difetto?
FDL: «Casualmente coincide con il suo miglior pregio: è troppo precisa! Sottolinea tutto il copione, lo sa a memoria ancora prima di cominciare e non solo sa a memoria il suo ruolo, anche quello degli altri. È proprio secchiona. Anch’io sono uno preciso, ma lei lo è al cubo!».

BM: Per quanto tempo riesci a stare serio sul set?
FDL: «Io amo stare sul set e sono sempre di buon umore. Il vero problema è che se sto girando una scena che mi diverte per come è scritta, nel momento in cui la faccio scoppio a ridere. Non riesco a trattenermi! E questa cosa è un po’ irritante. Perché poi sono il primo a perdere pazienza verso me stesso. In preda a un forte imbarazzo con tutti che ti guardano e si chiedono: “Che cosa ci sarà da ridere?”, a te vien da ridere ancor di più, in realtà. È come un serpente che si morde la coda».

BM: Il peggior Natale di Fabio De Luigi?
FDL: «Ovviamente quello che ho passato in caserma, quando ero a militare».

BM: Quando hai smesso di credere a Babbo Natale?
FDL: «Ah perché non esiste? E me lo dici così, in un’intervista? Sei pazza! Non farlo mai più». (ride)

BM: Che papà è Fabio De Luigi nella vita vera?
FDL: «Secondo me bravo. Presente, nonostante il lavoro che faccio. Mi piace molto stare con i bambini e la cosa è reciproca. È un ruolo che non pensavo di ricoprire, ma mi viene bene, lo ammetto».

BM: Quale dei tanti personaggi televisivi che hai interpretato ti manca di più?
FDL: «Sicuramente l’ingegner Cane, ma anche Olmo. Sono quei personaggi di fantasia, nati dal nulla a cui sono rimasto affezionato. È come se continuassero una vita da qualche parte. Olmo è in Sud America per forza e l’ingegner Cane starà ancora aspettando il ponte sullo stretto. E quando un giorno qualcuno entrerà nel suo ufficio e gli dirà che il ponte non si farà mai, lui diventerà triste e se ne andrà tra mille mila dispiaceri».

BM: Una cosa di te che nessuno conosce.
FDL: «Mah… che ho fatto karate per dieci anni e sono arrivato a un pelo dalla cintura nera? Non è una notizia particolarmente intelligente da dare. Direi che mi piace fare sport. Soprattutto, mi piace sudare».

BM: Cosa manca alla vita Fabio De Luigi?
FDL: «Ho paura a dirlo, però grosso modo mi sembra che stia andando tutto bene. Aspetto solo che i miei figli diventino un po’ più grandi per fare qualche viaggio più impegnativo e lungo. Perché ora quando si va in vacanza, non si fanno viaggi ma traslochi. Si porta via tutto, calcolando l’imprevisto e anche l’imprevisto nell’imprevisto. Quindi si parte lasciando la casa vuota, tranne la cucina e i mobili». (ride)

BM: Un sogno nel cassetto e uno proibito.
FDL: «Il mio sogno nel cassetto è quello che sto vivendo: fare questo lavoro e farlo bene. Quanto a quello proibito… segnare un goal nel derby Milan-Inter, vestito di tutto punto con la maglia neroazzurra, ovvio».

BM: La miglior partner che hai avuto?
FDL: «Secondo te io trasformo quest’intervista nella peggior intervista della mia vita, dandoti questa risposta?».
(Foto: Loris T. Zambelli-Photomovie)

Leggi l’intervista a Cristiana Capotondi

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