Come ogni anno, il day after degli Oscar non si esaurisce nel racconto dei vincitori. Accanto ai trionfi, infatti, la notte dell’Academy lascia sempre dietro di sé una scia di delusioni, occasioni mancate e candidature rimaste senza sbocco. Ed è forse proprio questo il caso degli Oscar 2026, dove il palmarès si è concentrato soprattutto attorno a pochi titoli fortissimi come Una battaglia dopo l’altra e Sinners, lasciando ad altri film di punta soltanto il peso delle attese disattese. In una stagione che sembrava apertissima, la sensazione finale è che per diversi protagonisti la botta sia stata particolarmente rumorosa.
Gli sconfitti agli Oscar 2026
Il nome che spicca più di tutti tra gli sconfitti è senza dubbio quello di Marty Supreme. Il film di Josh Safdie si presentava alla cerimonia con 9 candidature, distribuite tra miglior film, regia, attore protagonista per Timothée Chalamet, sceneggiatura originale, montaggio e diverse categorie tecniche, ma ha chiuso la serata senza portare a casa neppure una statuetta. È questo a renderlo il grande bocciato della notte: non solo per il numero di nomination, ma perché era uno dei titoli più presenti in corsa e alla fine è rimasto completamente a mani vuote, come peraltro già capitato ai BAFTA Awards. La beffa più evidente, inevitabilmente, riguarda proprio Chalamet, battuto nella categoria di miglior attore da Michael B. Jordan per Sinners. Per lui è un altro “quasi” pesante: dopo la candidatura ottenuta anni fa per Call Me by Your Name e quella più recente per A Complete Unknown, anche stavolta l’Oscar resta a un passo, confermando una traiettoria già ricchissima ma ancora priva del riconoscimento più ambito. E per di più, la giovane star si è dovuta sorbire le frecciatine del presentatore e di alcuni dei premiati, che lo hanno punzecchiato di continuo… che serataccia!
Più silenziosa, ma tutt’altro che irrilevante, anche la sconfitta di Bugonia. Il film era candidato in quattro categorie di grande visibilità — miglior film, miglior attrice per Emma Stone, sceneggiatura non originale e colonna sonora originale — e non è riuscito a imporsi in nessuna di queste. Non si tratta di un record negativo in senso stretto, ma di uno shutout di peso, soprattutto perché parliamo di un titolo rimasto in corsa fino alle categorie più nobili e poi respinto su tutta la linea. Discorso simile anche per il brasiliano L’agente segreto, anche se in questo caso le possibilità che potesse portare a casa davvero qualche statuetta erano ben più limitate, nonostante l’apprezzamento della critica.
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Il record di Diane Warrren
C’è poi una sconfitta di lusso che entra direttamente nella storia, ed è quella di Diane Warren. Con la nomination per Dear Me da Diane Warren: Relentless, la songwriter ha toccato quota 17 candidature competitive agli Oscar senza mai vincere, stabilendo così il nuovo record assoluto di candidature senza successi. Il dato è ancora più clamoroso se si considera quanto il suo nome sia diventato una presenza quasi fissa nella categoria miglior canzone originale: un’abitudine ormai rituale che però continua a non trasformarsi in vittoria. Warren ha ricevuto un Oscar onorario nel 2023, ma sul piano competitivo la maledizione resta intatta, e da oggi ha anche un primato poco invidiabile tutto suo.
Il curioso caso di Sinners
Infine c’è il caso più curioso, perché riguarda uno dei vincitori della serata. Sinners ha conquistato quattro Oscar, compreso quello a Michael B. Jordan come miglior attore e quello a Ryan Coogler per la Miglior regia, non può senz’altro dirsi insoddisfatto dell’esito della serata… ma in controluce porta con sé anche una piccola macchia statistica. Il film era arrivato agli Academy Awards con 16 nomination, il massimo mai raggiunto nella storia degli Oscar, ma ha poi perso il premio per il miglior film contro Una battaglia dopo l’altra. Proprio per questo, per una semplice conseguenza dei numeri, Sinners diventa anche il film con più candidature di sempre a non aver vinto il Best Picture: un record negativo strappato a La La Land, che non cancella il successo della sua notte, ma resta una nota a margine curiosa.
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