Qualcuno potrebbe giudicarlo un salto nel buio. Non Favij, però. Il fenomeno di Youtube, all’anagrafe Lorenzo Ostuni, ha solo 19 anni e dalla cameretta di casa sua ora è pronto a sbarcare al cinema. «Con un film americano», ci tiene a precisare. Lorenzo ha visto la sua vita cambiare con un clic (o meglio, milioni di clic) grazie alla sua viscerale passione per i videogiochi. Il suo canale è tra i più popolari di Youtube, tanto che il giovane gamer ha partecipato da protagonista alla Games Week 2014.

Cosa fa Favij? Semplice: testa videogiochi alla sua scrivania, si riprende mentre passa da un livello all’altro, commenta, critica, e si spaventa senza paura di mostrarlo (Outlast, scommettiamo, se lo ricorda ancora). È il simbolo della generazione 2.0, sempre connessa, drogata di condivisioni, like e follower, intorno a cui ruoterà Game Therapy, film che lo vedrà protagonista. Indiana Production (Il capitale umano, Il nome del figlio, Nessuno si salva da solo) e Web Star Channel hanno finanziato il progetto con due milioni e 200 mila euro, affidando la regia a Ryan Travis (in curriculum sinora ha solo alcuni cortometraggi). Un’idea nata con l’obiettivo di portare al cinema i milioni di adolescenti che adorano questi nuovi divi della Rete, e quindi con un target di pubblico ben preciso. «È un film figlio del web. I ragazzi oggi sono lì, non davanti alla tv. E gli youtuber adorano il cinema», spiega Favij, che per altro è l’ultimo esemplare, dopo Frank Matano (in sala con Ma che bella sorpresa), a uscire dal tubo per passare su grande schermo. E indovinate un po’ da chi sarà curata la campagna promozionale del film? Da cinquanta youtuber, ognuno dei quali conserverà il suo stile.

Impossibile non chiedersi se il cinema faccia bene o meno a puntare su di loro: certo è che stiamo parlando di una delle più potenti realtà mediali di oggi, che offre la possibilità di raggiungere una larga fetta di pubblico. E come punto di partenza, non è poco.

Favij è il protagonista della cover story del numero di marzo di Youtech.it, finestra digitale sul mondo della tecnologia.

Fonte: Repubblica

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