Dall'impegno di 12 anni schiavo al divertimento di The LEGO Movie: i consigli del week end
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Dall’impegno di 12 anni schiavo al divertimento di The LEGO Movie: i consigli del week end

Lanciatissimo verso gli Oscar, il film di Steve McQueen promette di commuovere, mentre i mattoncini, Pompei e Lone Survivor vi intratterranno. Outsider del week end: il toccante Saving Mr. Banks

Dall’impegno di 12 anni schiavo al divertimento di The LEGO Movie: i consigli del week end

Lanciatissimo verso gli Oscar, il film di Steve McQueen promette di commuovere, mentre i mattoncini, Pompei e Lone Survivor vi intratterranno. Outsider del week end: il toccante Saving Mr. Banks

Week end denso di proposte quello che va da domani 20 febbraio a domenica 23. Partiamo da uno dei più papabili candidati agli Oscar, 12 anni schiavo di Steve McQueen (già vincitore del Festival di Toronto 2013).

Anno fondamentale il 2013 per la denuncia “cinematografica” del razzismo, tema esplorato in modi diversi e divergenti da Spielberg, Tarantino e McQueen. Spielberg ha toccato il tema in Lincoln, mentre costruiva il ritratto di un grande uomo, Tarantino con Django Unchained ha riscritto il passato dando sfogo all’invenzione e rendendo realtà un sogno, Steve McQueen ha invece scelto la strada della rappresentazione esplicita, cruda, oscena, che scuote nel profondo le coscienze (leggi la recensione del direttore Giorgio Viaro). Nessuna edulcorazione o prospettiva allargata, lo spettatore è portato a provare lo stesso profondo disagio del protagonista Solomon Northup e il suo inferno durato 12 anni in balia di negrieri senza pietà e fuori controllo. Non è un’analisi dei meccanismi che hanno corroborato il fenomeno dello schiavismo, delle sue motivazioni economiche; ci sono solo solo la denuncia nuda e crudissima e l’evidenza dei fatti, per portare alla ribalta uno dei peccati originali più nefasti degli americani insieme al genocidio degli indiani.

McQueen ripercorre l’odissea del suo popolo, trasformano la schiavità di Solomon Northup in una “Passione”, per sbatterla in faccia a tutti quei neri che vorrebbero dimenticare e integrarsi e a tutti quei bianchi che votando Obama pensano di essersi lavati le coscienze. Ma non c’è remissione dei peccati nel cinema di McQueen, semmai il precipitare in un incubo da cui riemergere a un prezzo altissimo.

Sul versante completamente opposto si situa The LEGO Movie (anche 3D), film “costruito” a suon di mattoncini del celeberrimo brand danese. Il film è un mix di digitale e stop motion, in cui si racconta la storia di Emmett, omino costruttore che secondo la Profezia si opporrà al villain Lord Business, che vorrebbe tutto incollato in modo da rimanere immutabile (leggi la recensione di Giorgio Viaro). Con l’aiuto di tutti, dai supereroi a Harry Potter, dai Simpson agli ometti puri e semplici, sarà possibile frenare i deliri di onnipotenza di chi vuole limitare la fantasia. Un film che farà contenti tutti – adulti, ragazzi e bambini – e che negli States ha superato in soli due week end i 100 milioni di dollari.

Su questa scia di regressione all’infanzia, il week end imminente propone anche Saving Mr. Banks (leggi la nostra recensione), il film che racconta come Walt Disney (Tom Hanks) riuscì a strappare i diritti d’autore di Mary Poppins all’arcigna autrice inglese (Emma Thompson), control freak nei confronti della sua storia, in cui aveva rappresentato la propria famiglia in modo tanto intimo da essere strenuamente decisa a non far stravolgere nulla del racconto originale. Un film commovente e dal tocco delicato che svela un retroscena inedito, ma assolutamente vero (restate anche dopo i titoli di coda e ne avrete la prova).

Per chi invece è in cerca di action e zero pensieri, il fine settimana offre ben due proposte: Pompei, con protagonista il Kit Harington de Il trono di spade, che a suon di esplosioni e combattimenti nell’arena promette di farvi staccare il cervello e immergervi in un peplum che cammina sul filo tra Il gladiatore e un catastrophic movie (leggi la recensione di Marita Toniolo), e Lone Survivor, con un “plotone” di attori come Mark Wahlberg, Eric Bana, Emile Hirsch e Taylor Kitsch, war movie classico hollywoodiano, gonfio di retorica nazionalista e patriottismo che negli States ha già superato i 100 milioni di dollari (leggi la recensione di Gabriele Ferrari).

Ma c’è anche il cinema italiano a dire la sua. Con Amori elementari, storia d’amore tra bambini ambientata proprio durante le scuole elementari: protagonisti i membri di una squadra di pattinaggio artistico che vengono allenati dalla coach Cristiana Capotondi. Della serie: i triangoli amorosi non hanno età.

 

 

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