Il maestro dell’horror made in Italy ha spento ieri 70 candeline. Amato e conosciuto anche in Francia, Giappone e Stati Uniti il regista romano iniziò la sua carriera nel 1970 con il thriller L’uccello dalle piume di cristallo, che, dopo una partenza incerta divenne un enorme successo incassando la cifra record per l’epoca, di oltre un miliardo di lire. Il 1970 è anche l’anno di nascita di Fiore, la sua primogenita, nata dal matrimonio con la restauratrice Marisa Casale.
Come molti illustri colleghi anche Dario Argento non si vergogna affatto di ammettere che nel suo curriculum, prima della fama, c’è stato posto anche per i lavori più umili (fece anche il lavapiatti a Parigi!) e per un graduale approccio al mondo del cinema. Dopo il liceo Argento lavorò infatti per testate come L’araldo dello spettacolo e Il giornale dello spettacolo occupandosi, di teatro, di cinema e musica. Il passo successivo fu quello di firmare alcune sceneggiature, tra cui quella di Cimitero senza croci, La stagione dei sensi, Oggi a me… domani a te! e Comandamenti per un gangster. L’occasione giusta arrivò però quando Sergio Leone affidò a lui e al giovane Bernardo Bertolucci, la stesura del soggetto per il suo nuovo film: C’era una volta il west.

Il salto dalla macchina da scrivere alla macchina da presa arrivò, come detto, con L’uccello dalle piume di cristallo, cui seguirono altri film molto amati dai suoi fan come Il gatto a nove code (750 milioni di lire solo nelle città principali) e Quattro mosche di velluto grigio, in cui il regista aggiunge alla sua vena thriller anche quella più onirica.

Il 1975 è l’anno del suo film più famoso: Profondo rosso, per il quale scelse come protagonista l”attrice fiorentina, Daria Nicolodi che diventerà sua compagna anche nella vita (fino al 1983) e madre di sua figlia Asia e con la quale girerà anche i successivi Suspiria (1977), Inferno (1980), Tenebre (1982), Phenomena (1984) Opera (1987) e La terza madre (2007) (guarda la gallery).

La strada dell’horror, intrapresa con Suspiria, lo mise in contatto con il regista George A. Romero, del quale finanziò la pellicola Dawn of the dead, uscita  in Europa con il titolo Zombi. Sempre con Romero, Argento girò nel 1990 Due occhi diabolici, ispirato a dei racconti di Edgar Allan Poe.

Nel 1993 iniziò anche il sodalizio artistico con sua figlia Asia, che scelse come protagonista di Trauma, girato negli Usa. Con lei girò poi La sindrome di Stendhal (1996) e Il fantasma dell’opera (1998) e La terza madre (2007).

Con l’horror La terza madre nel 2007 Argento chiuse la trilogia delle tre madri iniziata oltre 30 anni prima con Suspiria e Inferno.
Purtroppo questa come quasi tutti gli ultimi titoli della sua carriera sono stati segnati da delusioni sia ai botteghini che di critica e il suo ultimo lavoro, Giallo (2009), prodotto e interpretato anche da Adrien Brody (premio Oscar per Il pianista) non è riuscito nemmeno a vedere il buio della sala debuttando direttamente in home video.

Le ultime novità lo vorrebbero impegnato in una sorta di omaggio a Dracula da realizzare in 3D negli Stati Uniti. Uno slancio e una voglia di mettersi in gioco senz’altro apprezzabile per un regista che ha alle spalle già 40 anni di carriera. Chissà se la terza dimensione porterà fortuna al regista restituendo ai suoi fan il brivido dei vecchi tempi… (Foto Getty Images)

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