Dark Matter, come funzionano il Multiverso e la Scatola
whatsapp

Dark Matter, la Scatola e il Multiverso: come funzionano i viaggi tra diverse realtà nella serie?

Sta per iniziare la seconda stagione di una serie sorprendente, per molti versi sottovalutata, che ha cambiato le regole su come funzionano i viaggi verso realtà parallele

Dark Matter, la Scatola e il Multiverso: come funzionano i viaggi tra diverse realtà nella serie?

Sta per iniziare la seconda stagione di una serie sorprendente, per molti versi sottovalutata, che ha cambiato le regole su come funzionano i viaggi verso realtà parallele

immagine dalla serie dark matter

Con l’arrivo della seconda stagione, Dark Matter è pronta a riportare gli spettatori all’interno della misteriosa Scatola che ha sconvolto la vita di Jason Dessen. La serie Apple TV con Joel Edgerton ha costruito gran parte del proprio fascino attorno a un multiverso nel quale esistono innumerevoli versioni della realtà, generate da possibilità e scelte differenti. Non si tratta quindi di viaggi nel tempo: Jason non torna nel passato e non visita il futuro, ma attraversa mondi paralleli che esistono contemporaneamente al suo. Capire questa distinzione è fondamentale per orientarsi tra le diverse versioni dei personaggi, le regole della Scatola e soprattutto il sorprendente finale della prima stagione.

Come funziona il multiverso di Dark Matter

Alla base di Dark Matter c’è la cosiddetta interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica. Nella sua forma reale è un’interpretazione della teoria quantistica associata al lavoro del fisico Hugh Everett, secondo la quale i diversi possibili risultati di un processo quantistico appartengono a differenti ramificazioni della realtà. La serie prende questa idea scientifica e compie un passaggio apertamente fantascientifico: immagina che sia possibile spostarsi fisicamente tra quelle ramificazioni.

Ogni mondo visitato da Jason non è quindi il risultato di un cambiamento apportato alla sua linea temporale. È una realtà alternativa nella quale determinati eventi, decisioni o possibilità hanno avuto un esito differente. L’esempio più importante è proprio quello dei due Jason al centro della storia. Jason1 ha scelto Daniela, suo figlio e una vita familiare, rinunciando a una carriera scientifica eccezionale. Jason2, invece, ha seguito la strada opposta e ha dedicato la propria vita alla ricerca. Da quella differenza iniziale sono nate due esistenze profondamente diverse.

Leggi anche: Stuart Fails to Save the Universe, come funziona il Multiverso del nuovo spin-off

La Scatola permette di attraversare le realtà alternative

È Jason2 a trasformare la teoria in tecnologia costruendo la Scatola, il dispositivo che rende possibile attraversare il multiverso. La sua funzione non consiste nel creare nuovi universi. Le realtà esistono già come differenti ramificazioni delle possibilità e la Scatola permette semplicemente di raggiungerle. Il dispositivo svolge un ruolo fondamentale perché isola chi si trova al suo interno dall’ambiente esterno. Nella logica della serie, questo isolamento consente al viaggiatore di trovarsi temporaneamente in una condizione di sovrapposizione, senza essere immediatamente ancorato a una singola realtà. 

Dark Matter utilizza quindi termini e principi provenienti dalla meccanica quantistica, ma li trasforma in un meccanismo narrativo fantascientifico applicato a esseri umani e mondi macroscopici.

Perché serve il composto creato da Ryan

La Scatola, però, non è sufficiente da sola. Per utilizzarla è necessario anche il particolare composto sviluppato da Ryan. Nella logica della serie, questa sostanza modifica temporaneamente il modo in cui il cervello interagisce con ciò che lo circonda, permettendo al viaggiatore di restare nella condizione necessaria per attraversare differenti possibilità. È qui che Dark Matter richiama uno degli esperimenti mentali più celebri della fisica: il gatto di Schrödinger. Il concetto di sovrapposizione descrive un sistema quantistico che può trovarsi in una combinazione di stati possibili prima che una misurazione produca un risultato definito.

Blake Crouch ha indicato proprio la sovrapposizione quantistica e l’interpretazione a molti mondi tra le idee alla base della storia. La serie compie però un enorme salto fantascientifico, immaginando che simili principi possano essere applicati a un essere umano e utilizzati per muoversi attraverso il multiverso.

Leggi anche: Dieci anni prima della Marvel, questa ambiziosa serie Disney aveva già creato il suo multiverso

Cosa rappresenta il corridoio pieno di porte

Quando Jason e Amanda entrano nella Scatola sotto l’effetto del composto, si ritrovano davanti a un corridoio apparentemente infinito pieno di porte. Quel luogo è una delle immagini più riconoscibili di Dark Matter, ma non è un normale spazio fisico. Blake Crouch ha spiegato che il corridoio rappresenta il modo in cui la mente umana riesce a dare una forma comprensibile a qualcosa che sarebbe altrimenti impossibile percepire. Le porte diventano quindi la rappresentazione delle differenti possibilità offerte dal multiverso.

Dietro ciascuna può esistere una realtà diversa, ma questo non significa che sia sufficiente aprire casualmente una porta per raggiungere il mondo desiderato.

Come viene scelta una realtà

È proprio qui che il funzionamento della Scatola diventa più particolare. La destinazione non viene selezionata attraverso coordinate, numeri o indicazioni geografiche. Sono invece la mente, i ricordi, le emozioni e perfino le paure del viaggiatore a influenzare la realtà raggiunta. Jason e Amanda lo comprendono dopo essere finiti in diversi mondi estremamente pericolosi. Quello che pensano e provano prima di aprire una porta può condizionare ciò che troveranno dall’altra parte. Controllare davvero la Scatola significa quindi imparare a controllare se stessi.

È anche una delle ragioni per cui Jason2 appare inizialmente molto più abile di Jason1. Blake Crouch ha spiegato che aveva trascorso quasi un anno a utilizzare il dispositivo prima di trovare la realtà del protagonista. La sua precisione deriva quindi dall’esperienza accumulata e dalla capacità di indirizzare consapevolmente la propria mente. Jason1 riesce a fare lo stesso soltanto quando smette di cercare il proprio mondo attraverso una lista di dettagli concreti e si concentra invece su Daniela, sui suoi ricordi e sul legame emotivo che li unisce.

Leggi anche: Prima che diventasse una moda, questo film sci-fi ha raccontato il multiverso come nessun altro ha osato fare

Il multiverso non permette di raggiungere qualsiasi mondo

Nonostante le possibilità sembrino infinite, Dark Matter introduce anche alcuni limiti. Blake Crouch ha chiarito che il viaggiatore non può raggiungere indistintamente qualsiasi universo immaginabile. L’accesso dipende dalle ramificazioni compatibili con la sua stessa esistenza. Questo permette alla serie di mostrare mondi anche estremamente differenti, senza trasformare la Scatola in uno strumento capace di materializzare qualsiasi fantasia.

Anche la posizione del dispositivo segue una precisa logica interna. Quando qualcuno arriva in un’altra realtà, la Scatola compare nelle coordinate corrispondenti al luogo nel quale si trova quella originale. È proprio per questo che Jason2 cerca di impedire nuovi ingressi facendo circondare di cemento il punto nel quale la struttura potrebbe materializzarsi.

Perché esistono così tanti Jason

Il funzionamento del multiverso diventa decisivo nel finale della prima stagione, quando compaiono numerose versioni di Jason. Questo passaggio può sembrare inizialmente complicato, ma segue esattamente le regole stabilite dalla serie. Con l’eccezione di Jason2, le altre versioni non provengono da realtà nate quindici anni prima dalla scelta tra famiglia e carriera. Sono invece ramificazioni dello stesso Jason1 che abbiamo seguito fin dall’inizio.

Blake Crouch ha confermato che quelle versioni si sono generate durante il viaggio di Jason attraverso la Scatola. Ogni possibile scelta compiuta durante il percorso può produrre una nuova ramificazione: aprire una determinata porta, seguire Amanda oppure separarsi da lei, sopravvivere a un pericolo in un modo anziché in un altro. Nascono così molti Jason che condividono la stessa vita fino a un determinato punto e che considerano tutti Daniela e Charlie la propria famiglia.

È questo a rendere il finale così inquietante. Non esiste soltanto un impostore che cerca di rubare la vita del protagonista: esistono numerose versioni che, dal proprio punto di vista, hanno attraversato il multiverso per tornare dalla moglie e dal figlio.

Le realtà alternative non cancellano quella originale

Un’altra regola fondamentale riguarda il rapporto tra i diversi mondi. Quando Jason raggiunge una realtà alternativa, non modifica la propria e non la sostituisce. Il mondo che ha lasciato continua a esistere. Questo distingue nettamente Dark Matter dalle storie costruite sui paradossi temporali. Jason non può tornare indietro e riscrivere una decisione presa quindici anni prima. Può però raggiungere una realtà nella quale quella decisione è stata diversa e osservare le conseguenze di una vita che avrebbe potuto condurre.

Il multiverso diventa quindi soprattutto uno strumento attraverso il quale la serie affronta rimpianto, desiderio e identità. Ogni realtà offre a Jason una possibilità diversa, ma nessuna gli consente davvero di cancellare le conseguenze delle proprie scelte.

Perché il multiverso sarà ancora più importante nella seconda stagione

Queste regole diventano ancora più importanti in vista della seconda stagione, in arrivo su AppleTV dal 26 agosto. Dopo il finale, Jason, Daniela e Charlie hanno abbandonato il proprio mondo e raggiunto una nuova realtà nella quale cercare di ricominciare. Apple ha però già anticipato che Jason svilupperà una crescente ossessione per la Scatola, mentre Daniela diventerà sempre più diffidente e la stabilità della famiglia tornerà a essere minacciata. Il multiverso smette così di essere soltanto il mezzo attraverso cui Jason tenta di recuperare ciò che gli è stato sottratto. Diventa una tentazione continua.

Sapere che da qualche parte può esistere una versione differente della propria vita significa infatti poter continuare a cercare un mondo apparentemente migliore. Ed è proprio questo uno dei grandi interrogativi di Dark Matter: quando esistono infinite possibilità, come si può accettare definitivamente la realtà che si è scelta?

Foto: AppleTV (via MovieStillsDB)

© RIPRODUZIONE RISERVATA