Capitolo 8 del Diario dal set di Dark Resurrection Volume 2, il secondo capitolo della saga realizzata da un gruppo di fan italiani di Star Wars. Ogni settimana in esclusiva per i lettori di Best Movie gli aggiornamenti del regista Angelo Licata riguardo alla lavorazione del “Guerre Stellari made in Italy”.

Dark Resurrection Volume 1 ha presentato grosse lacune rispetto a una produzione professionale, una delle più evidenti è stata l’assenza di un reparto costumi. L’arte di arrangiarsi unita alla totale mancanza di mezzi, ha stimolato la fantasia e l’ingegno di chi ci ha aiutato, ma gli stessi attori, compresi i protagonisti, hanno dovuto provvedere da soli alla realizzazione del proprio costume. Tutti noi avevamo una gran voglia di fare, i trailer spopolavano sul web e il desiderio di far parte di Dark Resurrection era grande, eppure ancora adesso trovo miracoloso il risultato di quella giornata: per la scena iniziale del Volume 1, in cui servivano un centinaia di figurazioni vestite da Jedi, venne lanciato un comunicato sul web, e dopo una selezione fatta rigorosamente via mail, il giorno delle riprese si presentarono sul set più di 70 persone arrivate da tutta Italia, vestite ed attrezzate perfettamente!

Quando il Volume 2 entrò in produzione, divenne un passo obbligatorio avere costumi molto più particolareggiati e professionali, ma questo grande passo doveva essere fatto con lo stesso spirito che ci aveva mosso fino ad allora: fare per il gusto di sperimentare e apprendere, senza puntare ad alcun tipo di profitto. Per lavorare così duramente ed a queste condizioni servivano persone speciali sia nell’arte che nel cuore. Persone che amassero profondamente il loro lavoro, come noi.

Fabio Gervasoni (Stoker Costumi) aveva già realizzato alcuni costumi per me nel Volume 1, gli feci una telefonata raccontandogli la follia che stavo per intraprendere, la storia elaborata e il look più medievale che volevo per tutto il film. Abbracciò il progetto senza riserve costruendo per il Volume 0 quasi tutti i costumi dei protagonisti!
Lascio a lui la parola a Fabio Gervasoni di Stoker Costumi:

Fabio Gervasoni: Quando Licata mi ha proposto di collaborare a questo “No profit” (due paroline che fanno rabbrividire qualsiasi costumista) ho accettato subito perchè dopo secoli di lavoro teatrale, che ha esigenze ferree se non si è dei pataccari, mi offriva la possibilità di una quasi totale “carta bianca”. E “carta bianca” nella cinematografia è sempre un proposta allettante: uscire dai canoni, liberare la fantasia e generalmente i risultati sono quelli che soddisfano di più. Difatti, sono molto contento del primo costume realizzato per Enzo Aronica (Aron) con tessuti “effetto grezzo” ma in realtà con un filato misto seta per renderli più morbidi. Per Elena Cucci ho pensato a dei tessuti “a rilievo” che potessero essere catturati dall’obbiettivo (spesso elaborate lavorazioni svaniscono all’occhio delle telecamere). Tra gli altri direi che finora il costume che più mi ha divertito realizzare, direi con un buon risultato, è quello per Fausto Brizzi. Realizzato in un tessuto scamosciato, il taglio “multistrato” gli ha permesso, in fase di ripresa, bellissimi effetti visivi nelle scene acrobatiche. C’è un ultimo costume di cui sono molto soddisfatto, ha richiesto una lavorazione lunghissima, ma il risultato finale ha ripagato di tutte le ore impiegate. Spesso non ci si rende conto di quanto possa essere lunga la lavorazione di un costume, in alcuni casi necessita di settimane di lavoro intenso. Dato però che, quest’ultimo personaggio sarà una sorpresa non voglio anticipare niente ….

L’abito Jedi realizzato per Fausto Brizzi

Un discorso a parte va fatto per il costume di Thor, volevo qualcosa che evidenziasse l’aspetto guerriero, che fosse un’armatura, ma che non limitasse i movimenti e permettesse a Mattia Stancanelli e alle sue controfigure di muoversi e volare senza limitazioni. Avevo conosciuto Alberto Zanandrea (Diavolo Bianco) e Ilaria Crucil a una proiezione del Volume 1 ed ero rimasto folgorato dalle loro opere. Anche loro apprezzarono lo spirito di Dark Resurrection e si misero al lavoro.
Ecco come affrontarono l’impresa:

Alberto Zanandrea: Il personaggio di Thor rappresentava una bella sfida. Da subito avevamo capito che doveva essere agile, dinamico e particolare, inoltre la sua armatura andava realizzata in modo che lo rappresentasse. Il problema più grosso è stato la mobilità. Thor combatte con due lightsaber, l’armatura avrebbe dovuto lasciargli i movimenti più liberi possibile, ma allo stesso tempo lo doveva proteggere. Altra cosa fondamentale: avrebbe dovuto resistere alle scene da stunt. Abbiamo giocato quindi non solo sul design, ma anche molto sui materiali utilizzati. La soluzione che abbiamo adottato è stata quella di mescolare una struttura resistente e abbastanza rigida, come “scheletro”, a numerose parti leggere ed elastiche.
L’armatura, inoltre, non appoggia direttamente sulle spalle dell’attore, per distribuire il peso e aumentare la possibilità di movimento abbiamo realizzato al suo interno un sistema di “imbrago” regolabile. Il suo baricentro cambia nel momento in cui s’indossa il mantello. Siamo particolarmente orgogliosi dell’effetto finale, non solo per i colori, le forme e gli accostamenti cromatici, ma soprattutto perché siamo riusciti a fondere in un unico costume sia le richieste di Angelo, sia una serie di elementi a noi particolarmente cari. A un occhio attento, infatti, saranno riconoscibili omaggi a Predator e ad Assassin Creed e rimandi ad antiche armature orientali e occidentali. Il tutto è stato sintetizzato nel “Drago” (come familiarmente chiamiamo l’armatura di Thor). Se ci fate caso, noterete che in effetti, la testa e la schiena di Thor ricordano la cresta e il dorso di un drago.
Ad ogni modo siamo molto contenti di far parte del mondo di Dark Resurrection 2 e ringraziamo Angelo per avercelo permesso.

Un’immagine del “Drago”, il costume di Thor (Mattia Stancanelli)

Naturalmente non è ancora finita! Manca ancora una scena alla fine delle riprese del prologo (poi la produzione si fermerà in attesa di altri fondi). In quest’ultimo girato sarà raccontata l’epica battaglia di Eron, in cui centinaia di Guerrieri Daikas assaltarono il tempio circondando gli ultimi Guardiani. Per questa incredibile impresa abbiamo chiesto ai fan, come già fu fatto nel Volume 1, di costruirsi da soli il costume. Questa volta abbiamo avuto il prezioso contributo di Iron Ring, un azienda che dal 1999 si occupa di produrre costumi per le realtà teatrali e cinematografiche, i suoi costumisti hanno disegnato e realizzato l’armatura Daikas, preparando anche dei tutorial ora presenti sul sito ufficiale. Chiunque desideri far parte di questa epica scena, e sia in grado di fabbricarsi il costume, potrà partecipare alle riprese previste per il 26 settembre, vi aspettiamo numerosi!

I feroci Daikas durante la battaglia di Eron

Torna all’indice del diario di Dark Resurrection

© RIPRODUZIONE RISERVATA