Coloro che ancora non hanno visto L’Uomo d’Acciaio (in arrivo ad ottobre in Blu-ray e Dvd), saltino queste prime righe. David S. Goyer, lo sceneggiatore del cinecomic di Zack Snyder, è tornato a parlare del finale del film, che ha suscitato non poche polemiche. [SPOILER] Messo alle strette da Zod che sta per uccidere una famiglia di innocenti, Superman spezza il collo del suo avversario [FINE SPOILER], contravvenendo così ad una regola (anzi La regola) che da sempre caratterizza le sue storie a fumetti: Superman non uccide. La scena ha destato molte perplessità e Goyer ha difeso la sua scelta, intervistato durante la BFI Screenwriter’s Lecture dei BAFTA: «Sapevamo che sarebbe stato controverso, ma l’abbiamo fatto per un motivo – ha precisato -. Volevamo mettere il personaggio di fronte ad una scelta impossibile. Anch’io ho scritto fumetti e non sono mai stato d’accordo con la regola che dice “Superman non uccide”. Perché è fuori dalla narrativa, e io non credo in regole del genere. Quando scrivi per il cinema o la televisione, non puoi fissarti su principi al di fuori della tua storia. La situazione era precisa: Zod non si sarebbe mai fermato, a meno che uno non avrebbe ucciso l’altro. Nessuna prigione sul pianeta avrebbe potuto contenerlo e Superman, nel nostro film, ancora non vola sulla luna. In più L’Uomo d’Acciaio è una sorta di Superman Begins e il protagonista non diventa Superman se non alla fine. Volevo che provasse cosa significa togliere la vita ad una persona, e che si portasse dietro il peso di tutto questo anche nei prossimi film, dove si alzerà su standard molto più alti».

In ultimo, Goyer si è concesso anche una battuta sul film sulla Justice League, non escludendo un suo possibile coinvolgimento: «Se lo scriverò io? Potrei farlo, chi lo sa… ».

Fonte: Digital Spy

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