Il prossimo grande reboot DC potrebbe decidere il futuro dell’intero franchise
whatsapp

Il prossimo grande reboot DC potrebbe decidere il futuro dell’intero franchise

Dopo il rilancio di Superman, James Gunn dovrà affrontare la sfida più delicata del nuovo universo DC

Il prossimo grande reboot DC potrebbe decidere il futuro dell’intero franchise

Dopo il rilancio di Superman, James Gunn dovrà affrontare la sfida più delicata del nuovo universo DC

Gli eroi dell'ex universo DC

Sotto la guida di James Gunn, i DC Studios stanno ridisegnando dalle fondamenta alcuni dei personaggi più importanti della loro mitologia supereroistica. Il nuovo corso è iniziato con Superman, affidato a David Corenswet, ma l’attenzione dei fan è già rivolta a un altro nome fondamentale: Batman. Mentre il pubblico attende di scoprire chi raccoglierà l’eredità di Ben Affleck nei panni di Bruce Wayne, una cosa sembra ormai certa: il ritorno del Cavaliere Oscuro nella continuità principale del nuovo DCU sarà uno dei passaggi più delicati e decisivi dell’intero franchise.

La scelta di Corenswet come nuovo Clark Kent ha rappresentato il primo vero segnale della direzione imboccata da Gunn: un cambio di tono netto rispetto all’era del DCEU di Zack Snyder e l’inizio di una fase costruita su reinvenzioni più luminose, coerenti e pensate per dialogare tra loro. Dopo l’Uomo d’Acciaio, però, il DCU dovrà affrontare un banco di prova altrettanto importante, se non più complesso: riportare in scena Gotham e dare un nuovo volto al suo protettore.

Batman è da decenni uno dei personaggi più centrali dell’immaginario DC. Pur condividendo con Superman il ruolo di simbolo assoluto della casa editrice, il Cavaliere Oscuro ha spesso goduto di una popolarità cinematografica persino superiore, diventando protagonista di saghe capaci di segnare intere generazioni. Per questo non sorprende che molti si siano chiesti perché Gunn non abbia scelto proprio lui come primo pilastro del nuovo universo.

Eppure, partire da Superman aveva un senso preciso: Clark Kent rappresenta la bussola morale del DCU, il personaggio più adatto a definire il tono e l’identità del mondo che verrà. Proprio per questo, la prudenza attorno al nuovo Batman appare comprensibile. Il personaggio è stato reinventato più volte negli ultimi decenni, dalla stagione disordinata degli anni Novanta alla trilogia di Christopher Nolan, fino alla versione più cupa e tormentata interpretata da Ben Affleck.

Tuttavia, quasi tutte queste incarnazioni hanno vissuto all’interno di universi autonomi, con una libertà quasi totale nel ridefinire Gotham, i suoi villain e la psicologia di Bruce Wayne. Il nuovo Batman, invece, sarà chiamato a esistere dentro un universo condiviso, in dialogo costante con Superman, Supergirl, Lanterna Verde e gli altri eroi del DCU.

È qui che Batman: The Brave and the Bold diventa un progetto cruciale. Il titolo richiama la celebre serie a fumetti nata negli anni Sessanta, costruita spesso attorno a incontri e team-up tra eroi diversi. Se il film seguirà davvero questa logica, potrebbe introdurre un Batman già inserito in un mondo popolato da altri supereroi, evitando l’ennesima storia delle origini e concentrandosi invece su una versione più matura, stratificata e pronta a confrontarsi con il resto del DCU.

Non a caso, il progetto dovrebbe includere anche Damian Wayne, figlio di Bruce e futuro Robin, un elemento che permetterebbe di esplorare un lato del personaggio raramente visto sul grande schermo. La sfida, per il regista Andy Muschietti, sarà ricordare al pubblico un aspetto spesso sacrificato nelle versioni cinematografiche del personaggio: Batman non è solo un vigilante o un supereroe mascherato, ma prima di tutto un detective.

La sua intelligenza, il suo metodo investigativo e la sua capacità di leggere il crimine dovranno essere centrali, soprattutto in un universo in cui altri personaggi possono contare su poteri sovrumani. Il fascino di Bruce Wayne nasce proprio da questo contrasto: è un uomo senza abilità metaumane che riesce comunque a sedere accanto agli dèi.

Il nuovo DCU ha inoltre l’occasione di correggere una delle più grandi occasioni mancate dell’era Snyder: il rapporto tra Batman e Superman. Nei fumetti, la loro amicizia è uno dei legami più importanti e iconici dell’intera storia del genere supereroistico. La dinamica tra il cinismo razionale di Bruce e l’ottimismo quasi mitologico di Clark ha alimentato decenni di storie, trasformando i due in una sorta di coppia investigativa e morale perfetta.

Al cinema, però, il pubblico non ha mai potuto vedere davvero questa relazione svilupparsi senza essere subito inglobata da conflitti più grandi o da trame corali. Con Gunn, il DCU potrebbe finalmente costruire quel rapporto passo dopo passo. Se David Corenswet e il nuovo interprete di Batman riusciranno a trovare la giusta chimica, potrebbero diventare il cuore pulsante della saga, così come Robert Downey Jr., Chris Evans e Chris Hemsworth lo sono stati per il Marvel Cinematic Universe.

Superman e Batman non dovranno essere solo due icone separate, ma le due metà del nucleo narrativo su cui fondare l’intero universo. Per questo, il casting del nuovo Bruce Wayne è una delle decisioni più importanti che DC dovrà prendere nei prossimi anni.

L’annuncio di Ben Affleck come Batman risale ormai a oltre un decennio fa, e da allora il personaggio ha attraversato una fase complessa, tra apparizioni divisive, progetti cancellati e universi paralleli. Ora, con The Brave and the Bold, il DCU ha la possibilità di restituire a Batman un ruolo centrale, non come figura isolata o alternativa, ma come pilastro di una continuità finalmente coerente.

Il mondo di Superman è ricchissimo di eroi, villain e possibilità narrative, ma è inevitabile che il pubblico guardi già verso Gotham. James Gunn ha dimostrato di voler costruire un universo capace di valorizzare anche personaggi meno noti, ma il ritorno di Batman sarà il vero test della sua visione a lungo termine.

Leggi anche: Se amate le storie di supereroi, questa serie DC in tre stagioni è perfetta da recuperare

© RIPRODUZIONE RISERVATA