Idris Elba e Kate Winslet in Il domani tra di noi

Uno degli esercizi più rinfrescanti nella scrittura di una storia consiste nel prendere due generi e provare a vedere come si incastrano, cioè se dal mix di sentimenti che sono legati a quei generi può nascere uno spaesamento creativo, una specie di brezza narrativa che conduca la storia in porto su percorsi nuovi.

È quello che succede in questo Il domani tra di noi, che è sostanzialmente un disaster movie / melò in cui Idris Elba e Kate Winslet sono rispettivamente una fotoreporter e un chirurgo che si trovano a condividere un volo privato quando l’aeroporto da cui dovrebbero partire – lui per un’operazione, lei per il suo matrimonio – viene bloccato dal maltempo. Naturalmente succede qualcosa di imprevisto (curiosamente, non la tempesta annunciata), l’aereo precipita e i due si ritrovano sperduti in mezzo alle montagne, lei per giunta con una gamba rotta.

Qui il film ha una faccia tosta esemplare nel diventare una specie di Titanic con la neve al posto dell’acqua, ma con tutta la parte del viaggio esaurita nei primi 15 minuti. Sostanzialmente Idris Elba passa il film a tenere in vita Kate Winslet, e dentro questo salvataggio progressivo i due si conoscono, si confessano segreti giganteschi e alla fine si innamorano. Solo che, posto che si salvino la pelle e tornino alla civiltà, c’è pur sempre un promesso sposo che aspetta a casa.

Del film mi fanno simpatia tanti piccoli dettagli improbabili: per esempio, in un’annata tutta all’insegna delle donne forti e dell’orgoglio femminista, qui pare di essere tornati agli anni ’50 (o almeno agli ’80), con la fanciulla di turno in pericolo e l’eroe coraggioso che fa di tutto per salvarla; poi le scelte di casting e ruolo, non soltanto per le professioni improbabili dei due, ma perché Idris Elba ha un fisico talmente pompato che la prima volta che dice di essere un chirurgo non si può che sghignazzare; infine per un terzo atto abbastanza inaspettato, che cambia completamente lo scenario. Ah, l’incidente iniziale è messo in scena molto bene e c’è anche un cane: sopravvive allo schianto assieme ai due protagonisti e garantisce i momenti di alleggerimento, tra un puma che vuole mangiarsi la Winslet e una tempesta di vento.

Non c’è molto altro da dire, il film è tratto da un bestseller americano del 2011 ed è perfetto per chi è stufo di supereroi ma non ha nemmeno una particolare passione per il cinema d’essai o per l’indie americano. Se cercate un weekend all’insegna dei sentimenti patinati (leggi: amarsi in una baita alla luce del caminetto) e di due attori tra i più cinegenici di Hollywood, è il film per voi.

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