Dopo aver letto questa teoria, non riuscirete più a guardare Up allo stesso modo
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Dopo aver letto questa teoria, non riuscirete più a guardare Up allo stesso modo

Pensate che la storia di Carl Fredricksen sia già tristissima? Aspettate di scoprire questa rilettura dell'amato film Pixar

Dopo aver letto questa teoria, non riuscirete più a guardare Up allo stesso modo

Pensate che la storia di Carl Fredricksen sia già tristissima? Aspettate di scoprire questa rilettura dell'amato film Pixar

una teoria su up della pixar

I film Pixar non sono solo capolavori di animazione: sono vere e proprie miniere per le teorie dei fan. Da anni circola sul web la celebre Pixar Theory, secondo cui tutti i film dello studio sarebbero collegati in un unico universo narrativo. Alcune teorie però vanno ancora oltre, tingendosi di toni più cupi e talvolta oscuri. È il caso di una delle teorie più affascinanti e struggenti dedicate a Up, il film del 2009 che ha fatto piangere mezzo mondo già nei primi dieci minuti.

Secondo questa teoria, Up non sarebbe solo una storia di avventura e riscatto, ma una metafora del passaggio nell’aldilà. L’anziano Carl Fredricksen, rimasto solo dopo la morte della moglie Ellie, si vede costretto a lasciare la sua casa, minacciata dalla speculazione edilizia. Quando viene condannato a trasferirsi in una casa di riposo, gli scatta dentro qualcosa: Carl lega migliaia di palloncini alla sua abitazione e parte per un viaggio verso le cascate Paradise Falls, il luogo dei sogni condiviso con Ellie.

Ma cosa succederebbe se quel viaggio non fosse reale? Secondo alcuni fan, Carl muore all’inizio del film — forse proprio in seguito all’incidente con l’operaio — e l’intera avventura non è altro che una rappresentazione simbolica del suo cammino nell’aldilà. I palloncini che sollevano la casa rappresenterebbero l’anima di Carl che si eleva verso una dimensione ultraterrena. Del resto, come molti hanno osservato, servirebbero oltre 23 milioni di palloncini per far volare una casa: un dato che suggerisce che nulla di ciò che vediamo sia fisicamente plausibile (ma poco conta, in questo caso).

In questa chiave, ogni personaggio assume un significato simbolico. Russell, il piccolo esploratore che lo raggiunge a casa e si ritrova suo malgrado a volare nei cieli con Carl, diventa una sorta di angelo custode che guida Carl verso l’accettazione della morte. Kevin, l’enigmatico uccello tropicale, rappresenta la fede o un potere superiore che inizialmente Carl rifiuta, ma che impara ad accogliere. Perfino Doug, il cane parlante, simboleggia il passaggio da una vita di sofferenza (quando era con l’antagonista Muntz) a un’esistenza libera e serena accanto a Carl — una sorta di metafora della pace nell’aldilà.

Certo, si tratta di una lettura alternativa e non ufficiale. Ma Up, come molti altri film Pixar – come ad esempio Coco, che in questo senso è molto più diretto – affronta temi profondi sotto l’apparenza di un racconto per famiglie: solitudine, elaborazione del lutto, il senso del tempo che passa. L’idea che il film racconti in realtà il viaggio di Carl verso il ricongiungimento con Ellie dopo la morte può apparire azzardata, ma non è del tutto fuori luogo in un’opera che già di per sé parla di perdita, amore e rinascita. In fondo, che sia nel mondo reale o nell’aldilà, Up ci insegna che la vera avventura è condividere la vita — o la memoria — con qualcuno che si ama.

Cosa ne pensate? Questa teoria renderebbe Up ancora più triste e commovente di quanto non sia? Diteci la vostra, come sempre, nei commenti.

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