Nel giorno dell’uscita in sala di Dracula – L’amore perduto, distribuito da Lucky Red, Luc Besson è stato protagonista della prima giornata del Lucca Comics & Games, dove ha presentato dopo il recente passaggio alla Festa del Cinema di Roma. L’evento si è aperto con una masterclass dello stesso regista al Teatro del Giglio, che ha permesso al pubblico di scoprire il volto più personale e intimo del regista francese, tornato dietro la macchina da presa con una storia che ribalta il mito del vampiro.
«Non mi piacciono gli horror, non mi piace Dracula. È troppo spaventoso per me, non è la parte che mi piace, quella dei vampiri», ha subito detto Besson, sorprendendo il pubblico ma spiegando poi che la sua versione nasce dal desiderio di esplorare il lato umano del personaggio: «Mi piace la parte dell’uomo che aspetta 400 anni per vedere sua moglie ancora una volta, è molto romantico questo. È stato bello giocare con i singoli elementi di Dracula, più per divertimento. La mia frase preferita è quando lui dice: “Ad essere onesti, il sangue non mi piace così tanto”».
In questa visione più poetica che gotica, Dracula – L’amore perduto diventa una riflessione sull’amore eterno e sulla redenzione, interpretata da Caleb Landry Jones, già protagonista di Dogman. «Può fare qualsiasi cosa, è un genio. Sono stato molto fortunato – ha spiegato il regista – Quando abbiamo iniziato a girare Dogman, ho detto subito che avrei voluto fare un altro film con lui e ne potrei fare ancora. Tutti i miei film con lui voglio fare. È ricco dentro, non ha paura e può dare tutto, dal dramma alle risate. È un attore generoso, che vive in una casetta con sua moglie e suo figlio, non gli interessa lo star system, è un artista puro. Per me poterlo dirigere è come avere una Ferrari».
Durante la presentazione al pubblico, introdotta da Nanni Cobretti dei 400Calci e collaboratore di Best Movie, Besson ha salutato Lucca con entusiasmo: «È la prima volta per me qui, è bello vedere così tanta gente travestita per le strade». Accanto a lui, Matilda De Angelis, interprete della “vampiretta” del film, ha aggiunto: «Sono innamorata di questo film, vedo tanti vampiri e vampirette, spero vi sentiate rappresentati dalla mia vampiretta. Non è un horror, è una favola d’amore: ci serve l’amore in questo momento».
Nel corso della masterclass, Besson ha anche ripercorso le origini del suo immaginario e del suo rapporto con il cinema. «Quando ero piccolo i miei genitori insegnavano scuba-diving. Ho vissuto in Jugoslavia e in Grecia, ho avuto le mie prime scarpe a nove anni. Non avevamo tv, radio, cinema… c’erano solo il cielo, il mare e i pesci. Ho dovuto sviluppare la mia immaginazione», ha raccontato. «Lo stesso pezzo di legno diventava una barchetta, una navicella spaziale e un sottomarino. Quando sono andato in collegio, ero parecchio solo e la mia migliore amica era l’immaginazione. È allora che ho iniziato a scrivere, per esempio Il quinto elemento, ero annoiato e aprendo la finestra vedevo solo mucche» ha aggiunto.

Cr. Riccardo Bonuccelli / Lucca Comics & Games
Infine, ha ricordato il momento in cui nacque la sua vocazione per il grande schermo: «Quando avevo 17 anni volevo prendermi cura dei delfini. Ma ho avuto un incidente facendo un’immersione e un dottore imbecille mi ha detto che non avrei mai più potuto immergermi. Quindi ero perso. Mi piacevano musica, fotografia, pittura, un po’ il cinema… Un amico di un amico mi ha invitato a vedere il set di un cortometraggio: pioveva, ma quando sono entrato sul set la temperatura è cambiata, c’erano queste grandi luci, gente in costume… è in quel momento che mi sono innamorato del cinema».
Oggi, con Dracula – L’amore perduto, Besson firma una nuova dichiarazione d’amore: al cinema, ai personaggi che nascono dalla sua immaginazione e a quell’idea di romanticismo che attraversa tutta la sua filmografia, dalla solitudine di Léon al destino immortale di un vampiro che non vuole più bere sangue ma solo ritrovare l’amore perduto.
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Foto copertina: Michele Mariani / Lucca Comics & Games
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