Dylan Dog: parla il regista Kevin Munroe
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Dylan Dog: parla il regista Kevin Munroe

Durante la presentazione del film, il regista del cinecomic spiega perché Dylan Dog è ambientato a New Orleans e svela una simpatica curiosità

Dylan Dog: parla il regista Kevin Munroe

Durante la presentazione del film, il regista del cinecomic spiega perché Dylan Dog è ambientato a New Orleans e svela una simpatica curiosità

Vampiri, licantropi e zombie. Non manca nessuno all’appello di Dylan Dog, da domani nelle sale cinematografiche italiane. Il personaggio cult del fumetto ideato da Tiziano Sclavi (come omaggio all’ideatore un vampiro dormiente porta il suo nome) è un investigatore palestrato (il superman Brandon Routh) che si occupa di tradimenti coniugali dopo aver messo in cantina i suoi rapporti con il mondo dei non-morti. Dylan, chiamato dalla giovane Elizabeth (Anita Briem), sembra non essere interessato alla morte di suo padre, sbranato da un licantropo. Ma è troppo presto per dirlo e l’omicidio di Marcus (Sam Hungtinton), suo amico e braccio destro, riporteranno Dylan sulla pista delle sue investigazioni sulle forze oscure.

Come già annunciato, senza Groucho Marx (per problemi di diritti) il film «cerca di essere fedele allo spirito del fumetto», racconta il regista oggi a Roma. «Dylan Dog non è solo un semplice personaggio di fumetti, ma è una vera e propria icona. Soprattutto in Italia. Ogni trasposizione però ha i suoi tagli e perciò abbiamo dovuto rinunciare a personaggi e a dettagli per problemi di diritti». Non è più Londra la città di Dylan, ma New Orleans perché «dovevamo girare negli Stati Uniti: dal punto di vista produttivo ci sarebbe costato quattro volte in più girare a Londra che in America. All’inizio il film era ambientato a New York ed Elizabeth, la protagonista femminile, abitava a Central Park West, mentre Dylan in un pessimo appartamento. Abbiamo poi  scelto New Orleans perché è l’unica città che ha quell’atmosfera tipicamente europea che cercavamo di restituire al film». Perché affascina così tanto Dylan Dog? «È l’antieroe per eccellenza», continua il regista, «Posso raccontare il mio punto di vista di amante di Dylan Dog, non quello di milioni di fan italiani. Con questo fumetto sono cresciuto e per me è stato l’opportunità di condividere con il pubblico una mia passione. È un personaggio bizzarro perché affronta il mondo a modo suo ed è a suo agio con ciò che è surreale, più che con ciò che è reale». Il pubblico italiano godrà di un dettaglio in più rispetto alla versione americana. E’ stata inserita, infatti, la celebre esclamazione di Dylan Dog: “Giuda Ballerino”.

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Per saperne di più leggete l’articolo sul film pubblicato su Best Movie di marzo che dedica la cover proprio all’indagatore dell’incubo.

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