Alcuni film non si limitano a intrattenere: sconvolgono, disorientano, dividono. Possono provocare rabbia o adorazione, generare riflessioni o respingimenti netti. Madre! (Mother!) di Darren Aronofsky rientra pienamente in questa categoria. A distanza di anni dalla sua uscita nel 2017, continua a lasciare il pubblico spaccato, tra chi lo considera un capolavoro e chi ne parla come di un incubo da dimenticare.
La storia è incentrata su una giovane donna (Jennifer Lawrence) e suo marito (Javier Bardem), un poeta in crisi creativa. Vivono isolati in una grande casa immersa nella natura, ma la loro tranquillità viene spezzata dall’arrivo di ospiti inattesi. Da quel momento, la vicenda prende una piega sempre più inquietante e surreale, sfociando in una spirale di distruzione e allegorie religiose, sociali, ecologiche. Il film diventa così una rappresentazione apocalittica della relazione tra umanità e natura, tra ispirazione e sacrificio.
Nonostante l’alto tasso simbolico, ciò che ha colpito molti spettatori è l’esperienza visiva ed emotiva: un’odissea claustrofobica e disturbante. Su Reddit, un utente osserva: «Madre! è un film difficile da guardare ma è ancora più difficile decidere se sia brutto o bello anche dopo averlo visto». Un altro aggiunge: «È come un attacco d’ansia prolungato… la scena del bambino è fottutamente disturbante, ma non riuscivo a staccare gli occhi». Tra i tanti commenti, uno sintetizza perfettamente la sensazione comune: «È un film o una punizione?».
Non mancano però giudizi entusiasti. Su Letterboxd c’è chi scrive: «Aronofsky impone un assalto mentale: claustrofobia, ansia, furia. Il finale è crudele, ma necessario per mostrare l’arroganza umana contro Madre Natura». Mentre su Reddit qualcuno riconosce: «Personalmente non l’ho adorato, ma ne riconosco il valore: è cinico, caotico, e una feroce critica all’adorazione dell’artista-idolo».
Alla sua uscita, Madre! ricevette fischi alla Mostra del Cinema di Venezia ma anche la difesa accorata di autori come Martin Scorsese, che lo definì «un’opera di cinema artigianale» e criticò duramente l’approccio binario dei punteggi online, come Rotten Tomatoes, per la loro incapacità di cogliere la complessità di un’opera simile. Non a caso, Madre! ricevette un rarissimo voto “F” dal pubblico di CinemaScore, a testimonianza della spaccatura tra aspettative e realtà. Tuttavia, è stato anche incluso tra i migliori film dell’anno secondo Sight & Sound, e ha consolidato negli anni il suo status di cult divisivo.
Per chi cerca un film da comprendere a colpi di simboli e shock, Madre! è un’esperienza unica. Ma è bene saperlo in anticipo: «L’ho amato, ma non lo rivedrò mai più» è una frase che potrebbe benissimo diventare il suo slogan.
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