Rotta the Hutt è il figlio di Jabba the Hutt e, nel databank ufficiale di Star Wars, viene definito il vero erede designato dell’impero degli Hutt. Quando lo incontriamo per la prima volta è ancora un infante, troppo piccolo perfino per difendersi da solo, ma già abbastanza importante da diventare il centro di un complotto politico e criminale. La sua rilevanza, quindi, non dipende da imprese eroiche o da un grande arco personale già sviluppato, ma dal fatto di appartenere alla famiglia Hutt e di poter rappresentare il futuro di quel potere.
La storia di Rotta dentro il canone è soprattutto quella del suo rapimento. A orchestrarlo è Ziro the Hutt, il prozio del piccolo, che complotta con il Conte Dooku per screditare i Jedi e impedire un’alleanza tra la Repubblica e gli Hutt. L’idea è semplice: far ricadere la colpa del sequestro sui Jedi, provocare una crisi con Jabba e ridisegnare i rapporti di potere nel clan. Quando il complotto viene smascherato, i Jedi vengono scagionati e si apre la strada a un accordo strategico tra la Repubblica e gli Hutt. Rotta non è il motore attivo dell’azione, ma la pedina attorno a cui ruota tutta la vicenda.
La risposta più onesta – e senza spoiler nel caso non siate ancora andati in sala a vedere The Mandalorian and Grogu – è che Star Wars, finora, non lo ha mai definito davvero né come buono né come cattivo. Nel film animato del 2008 Rotta è soprattutto un bambino da salvare, usato dagli adulti in una lotta di potere. Non ha un vero arco morale autonomo e non viene presentato come villain. Questo rende il suo ritorno particolarmente interessante: The Mandalorian and Grogu lo riprende da adulto e gli dà per la prima volta una personalità più netta, addominali scolpiti e bicipiti da spavento, lavorando sul peso della sua eredità e sul fatto di essere il figlio di Jabba.
