Dalla storyline di Cassie alla brutale morte di uno dei personaggi principali, la terza stagione di Euphoria non si è certo tirata indietro davanti all’opportunità di fare scelte controverse e poco popolari, scatenando spesso accesi dibattiti nel fandom. Mancano soltanto poche ore alla trasmissione dell’episodio conclusivo (che potrebbe anche concludere l’intera serie, considerato che il rinnovo per la quarta è tutt’altro che scontato), e molte teorie online affermano di aver già capito che cosa succederà a Rue, la protagonista interpretata da Zendaya.
ATTENZIONE: SPOILER SU EUPHORIA 3
Per tutto il corso della terza stagione, Rue è stata divorata dal senso di colpa per aver lavorato con Laurie e Alamo e ha iniziato a collaborare come informatrice per la Drug Enforcement Administration per “espiare i suoi peccati” e ottenere qualche forma di perdono. La serie affronta questo arco narrativo affiancandolo a numerosi simboli e metafore religiose, facendo riferimento in particolare alla storia di Mosè.
In una scena, infatti, la protagonista vede un albero in fiamme che somiglia al celebre roveto ardente biblico. Nel testo religioso, Mosè riceve la chiamata di Dio in un momento in cui è solo, smarrito e in fuga dal proprio passato: la vista del roveto lo richiama alla sua responsabilità e alla missione di liberare il proprio popolo dalla schiavitù. Anche per Rue si tratta di un momento importante, in cui sente per la prima volta di avere uno scopo o di poter ottenere una possibilità di redenzione. Secondo le teorie online, però, proprio questo parallelismo biblico potrebbe suggerire che Rue non debba salvare soltanto sé stessa, ma anche altre persone nella sua stessa condizione di dipendenza. Nello specifico, nel finale la protagonista potrebbe cercare di aiutare le donne che lavorano per Alamo, come ha già cercato di fare con Kitty.
Ma qui arriva la parte dolente. Nella Bibbia, Mosè riesce a liberare gli ebrei e a condurli verso la Terra Promessa, tuttavia lui stesso non riuscirà mai ad accedervi per aver disubbidito a Dio e aver messo il proprio orgoglio davanti alla sua Parola. Il profeta, dunque, non ottiene mai il suo “lieto fine”, ma dopo aver salvato gli altri è costretto all’esilio nel deserto, dove morirà solo. Se l’episodio conclusivo di Euphoria dovesse insistere su questo parallelismo, è possibile insomma che Rue possa trovare la sua redenzione, ma non vivere abbastanza per godersi davvero la salvezza.
Questa ipotesi, che per ora resta una teoria dei fan, potrebbe essere supportata anche dalle dichiarazioni del creatore di Euphoria Sam Levinson, che prima della messa in onda ha descritto questa stagione come incentrata «sul bene, il male, le conseguenze delle proprie azioni e della libertà che arriva con l’età adulta».
Che ne pensate? Ancora qualche ora di attesa e scopriremo la verità…
Fonte: The Tab
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