1954: in Algeria scoppia la guerra civile. Uno schivo insegnante e un dissidente accusato di omicidio sono costretti a fuggire nascondendosi tra le creste della catena montuosa di Atlas. Tra un gelido inverno e la costante paura di essere scoperti, l’improbabile due scopre un legame profondo che li porterà a desiderare di combattere per la propria libertà.

Far From Men, il film di David Oelhoffen con protagonista Viggo Mortensen, sarà presentato alla prossima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia (che inizierà ufficialmente martedì 27) per poi passare a Toronto.
Sul sito della Biennale è stato pubblicato anche un commento del regista, in cui si parla dell’ispirazione avuto con il racconto breve di Albert Camus: «Da quando ho letto per la prima volta L’hôte, il racconto di Camus, ho immaginato un western. Un western non convenzionale, in realtà, immerso nella storia europea, sullo sfondo delle alture nordafricane, ma pur sempre un western: fedele ai codici del genere, con colonizzatori e colonizzati, un prigioniero da scortare in una spirale di violenza. La collisione tra due sistemi di legge è al centro del racconto e dei suoi personaggi. Siamo testimoni di due culture e due morali costrette dalla storia a convivere. Sognavo di impiegare Viggo Mortensen perché la sua singolarità lo rende perfetto per il ruolo. Reda Kateb, misterioso, opaco e concreto, era la perfetta controparte. Il deserto è il terzo personaggio della storia. Nell’abbagliante luce nordafricana, è stato un compagno per il film, bello ma imprevedibile».

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