Fausto Brizzi denunciato

L’effetto domino innescato negli Usa dal caso Weinstein, scatenato – tra le tante altre – anche dalle accuse dell’attrice italiana Asia Argento, pare aver investito anche il mondo cinematografico del nostro Paese. 

A finire sotto i riflettori è stato il regista italiano Fausto Brizzi, al centro di un servizio a cura di Dino Giarruso mandato in onda dal programma televisivo Mediaset Le Iene. Nel corso del filmato, dieci attrici raccontano di aver subito molestie sessuali da parte di Brizzi: otto di loro raccontano i fatti a volto coperto, mentre due – Clarissa Marchese (ex Miss Italia) e Alessandra Giulia Bassi (modella) – hanno scelto di confessare apertamente. 

Come sottolinea lo stesso Giarruso, nonostante le ragazze non si conoscano tra loro, i racconti sono molto simili nel descrivere e circostanziare gli incontri avuti con il presunto molestatore. 

Il regista di tanti film di successo, da Notte prima degli esami a Maschi contro femmine, fino al cinepanettone in uscita a Natale Poveri ma ricchissimi, si è difeso attraverso una lettera inviata agli organi di stampa tramite il suo avvocato Antonio Marino: «Ho appreso con grande sconcerto dagli articoli apparsi sulle pagine di alcuni quotidiani dell’esistenza di ipotetiche segnalazioni di molestie fatte da persone di cui non viene precisata l’identità. Posso solo affermare, con serenità e sin da ora, che mai e poi mai nella mia vita ho avuto rapporti non consenzienti o condivisi. Per questo, escludo categoricamente di aver conferito mandato legale per trattare il risarcimento del danno in favore di presunte vittime».

Nel frattempo sui social sono altrettante le attrici che lo difendono. Nancy Brilli, che ha girato tre film con il regista, ha dichiarato a Corriere.it: «Fausto è sensibile al fascino femminile, ma in modo garbato. Le donne prendono coraggio sulla scia dello scandalo Weinstein, ma senza prove si distruggono persone e famiglie. Non mi piace la denuncia televisiva, addirittura a volto coperto. Le denunce si fanno in Procura, circostanziate. E si è colpevoli quando è scritto in una sentenza».

Anche  Cristiana Capotondi ha difeso il regista in un post sul suo profilo Instagram che vi riportiamo qui di seguito

 

«Con me è stato sempre gentile, ma distaccato e professionale», ha invece riportato Lodovica Comello (fonte Repubblica.it) , che ha girato l’ultimo film di Brizzi, Poveri ma ricchissimi«non mi ha mai dato modo di pensare ad un atteggiamento inappropriato».

Dalla parte del regista si è schierato anche Neri Parenti, intervistato a Il sabato italiano su Rai 1: «Conoscendolo, non ci credo. Con lui ho lavorato 10 anni come sceneggiatore e lo frequento da 20, quindi io non ci credo a questa cosa. Ha tutta la mia solidarietà fino a quando o ci saranno delle prove più certe o ci sarà un atto di confessione, come è successo con Kevin Spacey o con altri attori americani. Però io fino a questo punto, conoscendolo, non ci credo» (fonte La Stampa.it).

 

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