Il regista Carlo Lizzani è morto suicida a Roma a 91 anni, gettandosi dal suo appartamento del terzo piano di via dei Gracchi, a Roma nel quartiere Prati. «Stacco la chiave» è quanto avrebbe scritto nel biglietto d’addio indirizzato ai figli; il suo gesto non può che ricordare un’altra tragica fine, quella di Mario Monicelli. Unanime la reazione degli amici e dei colleghi, fra sorpresa e commozione. Il nostro blogger Gianluigi Perrone gli rende omaggio con un piccolo racconto surreale. Fateci sapere che ne pensate.

«Ho avuto un incubo. Mi svegliano in un posto, un futuro distopico o un universo parallelo, luogo dove la menzogna era istituzionalizzata. Dove la dignità e la competenza erano motivi di persecuzione. Dove l’aspirazione massima era affogare la cultura nella sopraffazione, nella superficialità e nell’ipocrisia. Tutto e tutti sembravano impazzito o privo di senso, ma senza alcun sintomo psicosomatico di schizofrenia, attacchi di panico o perdita del controllo, ma anzi, ciascuno con un rilassato mezzo sorriso, pacato e sicuro di sé, di ostentazione di rango…»

Potete leggere qui tutto il racconto di Gianluigi Perrone.


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