Solo: A Star Wars Story

Ieri mattina molto presto abbiamo appreso la shockante notizia che Phil Lord e Christopher Miller sono stati licenziati dallo spin-off di Han Solo, e che gli sono rimaste solo tre settimane sul set. Nelle dichiarazioni ufficiali hanno parlato di “divergenze creative”, ma quali sono state nello specifico queste divergenze?

Secondo Variety, il divorzio sarebbe avvenuto perché lo stile di improvvisazione su set dei due registi di The Lego Movie collideva profondamente con il bisogno di controllo del set di Kathleen Kennedy. «È stato uno scontro culturale a partire dal primissimo giorno» ha detto la fonte. «Non le piaceva neppure come si infilavano le calze». 

Ora, aldilà dell’espressione scelta dalla fonte, è chiaro il senso dell’affermazione: non c’era per niente feeling!

Variety continua così:

«La fonte ha detto che, nonostante Lord e Miller siano stati scelti proprio per apportare il loro stile anticonformista alla produzione di Star Wars, la Kennedy non approvasse il loro stile di regia e il modo in cui interagivano con gli attori e la troupe. “Non gli veniva data carta bianca per fare ciò che dovevano fare,” ha sottolineato la fonte».

A questo si aggiunga che il duo aveva frizioni anche con il co-sceneggiatore e produttore esecutivo Lawrence Kasdan, così come riportato da The Hollywood Reporter. Una fonte di THR spiega che la visione del personaggio Han Solo di Miller e Lord era profondamente diversa da quella voluta da Kasdan: «Le persone hanno bisogno di capire che Han Solo non ha una personalità comica. È sarcastico ed egoista», ha sottolineato l’insider. La Kennedy, che ha lavorato per decenni con Kasdan, ha ovviamente appoggiato il collega di lungo corso nei confronti con i due giovani registi.

Inoltre, Mike Sampson, ex direttore di ScreenCrush, ha tweettato la notizia, sottolineando come la Kennedy avvertisse che per come si stava strutturando il film non rispettava a sufficienza lo stile Star Wars, e così voleva che ci fosse un altro regista che rigirasse delle scene esattamente come già aveva imposto per Rogue One. Ma mentre Gareth Edwards ha permesso a Tony Gilroy di occuparsi dei reshoots, Lord e Miller hanno rifiutato che un altro regista mettesse mano al loro lavoro. E quindi se apparentemente sembrava che tutti apprezzassero la visione che i due registi stavano realizzando, in realtà non collimava con la politica “anti-rischio” della Lucasfilm, e dal momento che non si sono piegati è stata mostrata loro la porta.

La domanda che però ovviamente nasce spontanea è: bisognava accorgersene così tardi? Specialmente dopo aver già avuto l’esperienza di Rogue One, avrebbero dovuto essere più chiari all’inizio.
Dal momento che lo stile di Lord e Miller è noto a tutti, come mai la Kennedy ha aspettato così tanto per cambiarli?
E lo stesso Kasdan, una volta che i registi hanno tratteggiato la loro prospettiva sul personaggio, non poteva manifestare subito il suo dissenso?

Fatto sta che adesso i problemi non saranno pochi, non solo per trovare il giusto sostituto – che come vi anticipavamo potrebbe essere Ron Howard o in seconda battuta Joe Johnston -, ma anche per stabilire come dovranno essere commisurati i proventi di un film in buona parte diretto dal duo (e qua è già entrato in scena il sindacato dei registi).

Lo spin off di Han Solo al momento è ancora programmato per il 25 maggio del 2018, ma a questo punto è probabile che la data subisca delle variazioni.

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