La guerra civile raccontata in House of the Dragon sembrava ormai nettamente sbilanciata a favore di Rhaenyra. Con la conquista di Approdo del Re, i Verdi divisi e Vhagar lontana dal campo di battaglia, Aegon e i suoi sostenitori avevano pochissime possibilità di ribaltare il conflitto. Il settimo episodio della terza stagione dello spin-off di Game of Thrones, però, ha cambiato improvvisamente le carte in tavola grazie a un ritorno che nessuno a Westeros si aspettava.
A riapparire è infatti Sunfyre, il drago di Aegon che tutti credevano morto dopo la battaglia di Riposo del Corvo. La sua sopravvivenza non basta da sola a cancellare il vantaggio militare di Rhaenyra, ma restituisce al sovrano dei Verdi una possibilità concreta di tornare al centro della Danza dei Draghi. Dopo il violento scontro che aveva coinvolto Aegon e Aemond, il destino di Sunfyre sembrava ormai segnato. Il drago era rimasto gravemente ferito e la serie aveva alimentato la convinzione che non fosse sopravvissuto. Nel quarto episodio della stagione, Aegon era persino tornato sul luogo della battaglia, fermandosi davanti al corpo apparentemente senza vita del suo compagno.
La verità emerge però nel penultimo episodio. Quando l’esercito di Lord Mooton circonda Aegon e Tyland Lannister, il re decide di affrontare apertamente i propri nemici. Rivela la sua identità e sembra prepararsi a morire, consapevole di non avere alcuna possibilità di fuga. Proprio in quel momento, Sunfyre compare improvvisamente e salva il suo cavaliere, travolgendo gli avversari con le fiamme.
Il drago, chiaramente, non è completamente guarito: come Aegon, porterà per sempre sul corpo le cicatrici dello scontro di Riposo del Corvo. La sua ricomparsa rappresenta comunque un vantaggio fondamentale per i Verdi, che recuperano non soltanto un’arma preziosa, ma anche l’elemento sorpresa. Rhaenyra e i suoi alleati credono infatti che Sunfyre sia morto e non conoscono con precisione la posizione di Aegon. Per la prima volta nel corso della terza stagione, il re possiede quindi una risorsa che i suoi nemici non hanno ancora considerato.
Il ritorno assume un significato ancora più importante per il percorso personale di Aegon: il sovrano ha trascorso gran parte della stagione gravemente ferito, senza denaro, in fuga e quasi completamente privo di alleati. Costretto a dipendere da Larys Strong, si è trovato anche ad affrontare i propri fallimenti e la debolezza della sua posizione. Quando decide di rivelarsi davanti all’esercito nemico, Aegon sembra finalmente pronto ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte, pur sapendo di andare incontro a una morte quasi certa. L’arrivo di Sunfyre trasforma quel gesto disperato in un nuovo inizio e lo rimette ufficialmente in gioco.
Un solo drago, peraltro ferito, non può competere facilmente con le creature controllate da Rhaenyra. La sopravvivenza di Sunfyre, tuttavia, restituisce ai Verdi una figura attorno alla quale riunirsi. Aegon non è più soltanto un re sconfitto e costretto alla fuga: ora può tornare a rappresentare un punto di riferimento per le forze rimaste fedeli alla sua causa. Rhaenyra conserva ancora un evidente vantaggio, ma dovrà fare i conti con un avversario che credeva ormai fuori dal conflitto. Per chi conosce Fuoco e sangue, il futuro di Sunfyre promette inoltre conseguenze decisive. Per il momento, il suo ritorno ha già cambiato Westeros, riportando Aegon al centro della guerra proprio alla vigilia del finale di stagione.
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