Mettete su una canzone tipo “Girls just wanna have fun”, anche solo nella vostra testa. Vi spiego cosa state per leggere e perché farlo. È un diario, una sorta di vlog scritto, uno dei miei, ci sono le mie facce, ci sono I tempi di montaggio, ci sono le musiche giuste, gli inserti visivi, insomma c’è tutto ma scritto. È che non ho tempo qui, devo drogarmi di film dalla mattina alla sera.

Cos’è Venezia72? Cos’è il Festival del Cinema di Venezia per me? Per tutti quelli come me quindi per voi?

Immaginate un microcosmo in cui per 10 giorni, in uno spazio abbastanza ordinato, potete entrare e uscire da sale cinematografiche stupende che proiettano dalla mattina alla sera film inediti di tutti i tipi, film classici restaurati, cortometraggi e nuove frontiere della sperimentazione audiovisiva. C’è chi dice che questo festival sia morto, sia inutile, abbia fatto il suo tempo: questo non so dirlo con certezza ma quello che so è che qui c’è gente che ama il cinema e che lo fa ancora molto bene. Questo forse continuerà a salvare un festival dalla morte certa.

Come funziona il primo giorno di questo festival? Innanzitutto ognuno qui ha un pass, si capisce dove tu possa andare dal colore (io ho un colore fico, di quelli che entrano nei saloon in modo coatto) e una volta dentro puoi muoverti liberamente, programmare il tuo percorso cinematografico, salire a vedere le conferenze stampa, parlare con chiunque di film visti o che vorrai vedere, in sostanza è una lunga apnea felice nel cinema.

L’apertura del Festival è il momento solenne: c’è il red carpet, quest’anno calcato dai protagonisti di “Everest”, pellicola particolare e intensa che ha diviso il pubblico in sala e anche quello fuori. Tutti i giornalisti sono pronti a scrivere gli articoli, le recensioni, si scambiano informazioni e si tengono quelle importanti, ognuno qui è per un motivo, ognuno qui ha uno scopo. Ne ho ascoltati alcuni mentre eravamo su un piccolo motoscafo diretti ad un’isola-albergo costruita su un ex manicomio dove alloggiavano tutte le star che abbiamo intervistato (il video lo trovate in fondo al pezzo).

Io? Io faccio il regista e ho avuto l’occasione grazie a questa testata di vivere a stretto contatto con il cinema per 10 giorni e di dire la mia qui e tutto questo è bellissimo. Cosa ho fatto durante il primo giorno? Ho visto film, chiaramente. Ho visto Everest e ho scritto un #ilmiocinema a riguardo (che trovate qui) poi ho incontrato un bel po’ di gente in giro per il festival, anche I Cool and the Game e poi mi sono preso un momento per me per organizzare il mio percorso cinematografico qui e per iniziare a raccontarvelo.

La sala subito fuori il luogo dove avvengono le conferenze stampa è un luogo magico: giornalisti, utenti, fotografi: tutti in silenzio e in una libertà creativa e lavorativa incredibile, tutti a scrivere, editare, creare, con gli schermi che riprendono i vari Q&A degli artisti a 100 metri da loro. Si respira una tranquillità spezzata ogni mezz’ora dall’arrivo della notizia o del talent di turno.

Ah, la sera è successa già una cosa incredibile: sono rimasto abbagliato, come tanti altri in sala, da “Beasts of no Nation” un film prodotto da Netflix e scritto e diretto da Cary Fukunaga, il regista di “True Detective”. Ne parlerò nel prossimo speciale di Breaking Pop con Giorgio Viaro, il direttore, e scriverò un #ilmiocinema in giornata. Netflix qui entra spalancando le porte a un nuovo tipo di cinema e sì, ci piace davvero tanto.

Bene, questa era solo un’introduzione, dovete seguire ogni giorno questo spazio perché da domani in poi sarò sempre più dentro il festival e voglio metterci anche voi, quindi seguite Breaking Pop su Youtube, seguite #ilmiocinema e seguite il diario, insomma SIATE FOLLOWERS INSIEME A ME.

A domani.

Leggi la recensione di Everest firmata dal direttore di Best Movie Giorgio Viaro
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