Le serie storiche sono tra i prodotti più amati degli ultimi anni, capaci di mescolare intrattenimento, grande spettacolo e un pizzico di accuratezza storica. Da un lato c’è Il Trono di Spade, il fantasy epico che ha riscritto le regole del genere, dall’altro Vikings, che ha portato sul piccolo schermo la brutalità e il mito dei guerrieri del Nord. Ma c’è un titolo che, per molti spettatori e critici, riesce addirittura a superarli entrambi: The Last Kingdom.
Tratta dalla saga letteraria The Saxon Stories di Bernard Cornwell, la serie ha debuttato nel 2015, inizialmente prodotta dalla BBC prima di passare a Netflix, che ne ha distribuito cinque stagioni fino al 2022, seguite dal film conclusivo Seven Kings Must Die, del 2023. La storia segue le vicende di Uhtred di Bebbanburg, interpretato da Alexander Dreymon, un nobile sassone rapito e cresciuto dai vichinghi. Diviso tra due identità, Uhtred si trova a combattere per riconquistare le sue terre e al tempo stesso a prendere parte agli eventi che porteranno alla nascita dell’Inghilterra.
La forza della serie sta nella capacità di mescolare dramma personale e grande affresco storico. L’ambientazione medievale, ricostruita con attenzione ai dettagli scenografici e ai costumi, si unisce a battaglie spettacolari come quelle combattute con la “shield wall”, la celebre formazione a muro di scudi. La produzione, girata principalmente in Ungheria, ha saputo unire l’epicità alla fedeltà storica, pur concedendosi alcune licenze narrative per rendere più avvincente il racconto.
La critica è stata unanime nel riconoscerne il valore. Su Rotten Tomatoes la serie vanta il 91% di gradimento medio, con la terza stagione che raggiunge addirittura il 100% di recensioni positive. Su IMDb mantiene un punteggio di 8,5/10 su oltre 180.000 voti, a dimostrazione di un seguito solido e internazionale. The Guardian ha lodato la sua capacità di «rendere vivo e credibile un periodo storico raramente raccontato con tale intensità», mentre su Rotten Tomatoes un critico ha definito la serie «una delle più sottovalutate epopee storiche degli ultimi dieci anni».
Il pubblico ha espresso giudizi altrettanto calorosi. Su Reddit un utente ha scritto: «Mi aspettavo una copia minore di Vikings e invece ho trovato personaggi migliori e una trama che cresce stagione dopo stagione». Su Letterboxd, tra le recensioni del film finale Seven Kings Must Die, si legge: «Non è solo un epilogo, è la conferma che The Last Kingdom è stata una delle migliori serie storiche mai realizzate».
Insomma, Il Trono di Spade ha puntato su intrighi fantasy e colpi di scena, Vikings sulla mitologia e il fascino dei leggendari guerrieri nordici, ma The Last Kingdom ha trovato la sua forza in una narrazione più intima ma al tempo stesso epica, in cui destino, lealtà e identità diventano temi universali. È forse questa la ragione per cui, a distanza di anni, sempre più spettatori la considerano superiore ai suoi rivali più famosi.
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