Il video AI di Brad Pitt che combatte Tom Cruise sta facendo esplodere la testa a tutti
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Il video AI di Brad Pitt che combatte Tom Cruise sta facendo esplodere la testa a tutti

C'è un nuovo modello di intelligenza artificiale che sta stupendo il mondo con filmati quasi perfetti delle più grandi star di Hollywood

Il video AI di Brad Pitt che combatte Tom Cruise sta facendo esplodere la testa a tutti

C'è un nuovo modello di intelligenza artificiale che sta stupendo il mondo con filmati quasi perfetti delle più grandi star di Hollywood

tom cruise e brad pitt nel video AI

Sembra una scena rubata a un film che non esiste, e proprio per questo è impossibile smettere di guardarla. Un tetto in quota, la città sotto come un mare di luci, l’aria tagliata dal vento e due sagome che si avvicinano come se si conoscessero da sempre e si odiassero da un’eternità. Tom Cruise e Brad Pitt se le danno di santa ragione uno davanti all’altro, scattano, si colpiscono con una violenza coreografata che ha il sapore del grande cinema d’azione: pugni, spinte, equilibrio precario, un duello da blockbuster in miniatura. E poi, dentro quella rissa che pare girata con una troupe invisibile, spunta anche l’elemento più disturbante e virale: il riferimento all’uccisione di Jeffrey Epstein da parte di Tom Cruise perché «sapeva troppo della nostra operazione in Russia», buttato lì come una rivelazione “da trama”, il tipo di frase che in un thriller accenderebbe immediatamente sospetti e dietrologie. Peccato che sia tutto finto.

Il video dura appena pochi secondi, ma è bastato a far scattare un cortocircuito: non la solita imitazione goffa, non un deepfake da meme, bensì qualcosa che molti hanno percepito come professionale, rifinito, credibile. A realizzarlo e pubblicarlo è stato il regista irlandese Ruairi Robinson, che ha spiegato di averlo ottenuto inserendo semplicemente un prompt di due righe in Seedance 2.0, un nuovo modello di intelligenza artificiale per generare video legato a ByteDance, la società cinese proprietaria di TikTok. Ed è qui che la “magia” diventa minaccia: perché se davvero bastano due righe per far prendere vita a una scena del genere, le implicazioni per Hollywood non sono più teoriche.

Seedance 2.0 è arrivato in questi giorni e si è propagato con la velocità tipica delle novità che fanno paura. L’idea che circola, tra commenti e clip rimbalzate ovunque, è che lo strumento riesca a produrre video di celebrità e situazioni «al limite della perfezione», e che una parte di questi risultati sembri rielaborare materiale riconoscibile e protetto. Oltre allo scontro Cruise-Pitt, hanno iniziato a circolare esempi presentati come remix e variazioni su grandi franchise e titoli pop, (come Avengers: Endgame, Optimus Prime contro Godzilla, scene di Friends etc.) con un livello di somiglianza tale da far scattare immediatamente il tema più delicato: la proprietà intellettuale. Non a caso, diversi osservatori hanno puntato il dito sulla sofisticazione di questi video e sui problemi potenziali legati al copyright.

La reazione più dura è arrivata dalla Motion Picture Association, che in una dichiarazione ha parlato di violazioni su vasta scala. «In un solo giorno, il servizio di AI cinese Seedance 2.0 ha effettuato un uso non autorizzato su vasta scala di opere statunitensi protette da copyright», ha dichiarato Charles Rivkin, presidente e CEO della Motion Picture Association. «Lanciando un servizio che opera senza salvaguardie significative contro la violazione, ByteDance sta ignorando un diritto d’autore consolidato che protegge i diritti dei creatori e sostiene milioni di posti di lavoro americani. ByteDance dovrebbe cessare immediatamente la sua attività di violazione». ByteDance, secondo quanto riportato, non avrebbe risposto subito a una richiesta di commento, mentre gli studios citati nelle discussioni online sarebbero stati contattati.

A rendere ancora più esplosiva la faccenda, però, è il modo in cui alcuni professionisti del settore hanno reagito di pancia, come se avessero appena visto un futuro già presente. Lo sceneggiatore Rhett Reese, co-autore di film come Deadpool & Wolverine e Zombieland, ha scritto: «Mi dispiace dirlo. È probabile che per noi sia finita». E quando qualcuno ha liquidato il filmato dicendo che «sembra ancora una mer*a», la replica è stata un avvertimento: «In pochissimo tempo, una sola persona sarà in grado di sedersi a un computer e creare un film indistinguibile da ciò che Hollywood oggi distribuisce. Vero, se quella persona non è brava, farà schifo. Ma se quella persona possiede il talento e il gusto di Christopher Nolan (e qualcuno così arriverà rapidamente), sarà tremendo».

 

Poi ha chiarito, togliendo ogni equivoco sul tono: «Per chiarire: non sono affatto entusiasta che l’AI si insinui nelle attività creative. Al contrario, sono terrorizzato. Così tante persone che amo stanno affrontando la perdita di carriere che amano. Io stesso sono a rischio. Quando ho scritto “È finita”, non intendevo suonare disinvolto o superficiale. Sono rimasto sconvolto dal video Pitt contro Cruise perché è così professionale. È esattamente per questo che ho paura. La mia visione pessimista è che Hollywood stia per essere rivoluzionata/decimata. Se pensi davvero che il video Pitt contro Cruise sia una brodaglia mediocre e poco impressionante, non hai nulla di cui preoccuparti. Ma io sono scosso».

Non tutti, però, vedono la stessa apocalisse. La sceneggiatrice Heather Anne Campbell, nota per Rick & Morty, ha scelto una lettura più corrosiva: «Tutte queste persone che hanno accesso ai più recenti motori di visualizzazione AI, come Seedance — gli viene dato il controllo totale per creare qualsiasi cosa possano immaginare — e stanno tirando fuori fanfiction». E ancora: «Sembra che sia difficile fare qualcosa di nuovo anche quando hai un budget infinito per realizzare tv, film o animazione realistici. Quasi come se le idee originali fossero la parte più difficile».

Nel mezzo, resta l’impressione dominante: quel combattimento sul tetto, con il suo gusto da scena “troppo vera per essere vera”, non è soltanto un video virale. È un assaggio di quanto velocemente stia cambiando il confine tra immaginazione e produzione, tra cinema e simulazione. E se Hollywood sta di nuovo tremando, è perché per la prima volta la domanda non è più «può farlo?», ma «quanti lo faranno, e quanto presto?».

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