Raccontare la Prima guerra mondiale attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta sulla sua pelle, di chi ha patito freddo e fame per difendere un passo montano e in cambio non ha ricevuto nulla, se non, magari, una pallottola nel petto. È un obiettivo ambizioso quello che si sono posti Giacomo Talamini e la sua Hive Division con il progetto In memoria: per ora solo trailer promozionale, ma un domani, speriamo, pellicola fatta e finita. Se seguite le vicende del cinema indipendente italiano questi nomi non vi suoneranno nuovi: si erano già fatti notare nel 2009 con Metal Gear Solid: Philanthropy, fan movie a basso budget basato sul popolare videogioco. L’attenzione suscitata dal progetto ha fatto crescere speranze e ambizioni della Hive, fino ad arrivare, per l’appunto, al giorno d’oggi e a In memoria. Che è la storia (semi)vera di due soldati italiani, Giuseppe e Nicola, di stanza sulle Dolomiti durante la Grande Guerra. Il racconto della loro amicizia e del loro confronto con le assurdità della guerra è il fulcro del film, che non si risparmia anche momenti spettacolari (e, a giudicare dal promo trailer che potete vedere qui sotto, non hanno nulla da invidiare a una grande produzione). Abbiamo raggiunto il regista e ideatore del progetto Giacomo Talamini per chiedergli di parlarci di In memoria e del futuro della Hive…

Best Movie: Come mai avete deciso di puntare su un progetto così particolare?
Giacomo Talamini: «Sono legato a questo argomento fin da piccolo, perché le Dolomiti sono la mia terra, e volevo andare al cuore delle memorie dei soldati coinvolti in questa guerra insensata. Ci sono stati decenni durante i quali si è parlato della Grande Guerra in termini nazionalistici, per rimediare alla rovina (anche morale) del fascismo. Il primo a parlare del ’15-’18 in modo onesto è stato Mario Monicelli con La grande guerra, ma noi volevamo raccontare quello che i soldati pensavano davvero della guerra e di sé stessi: erano persone consapevoli di dover morire inutilmente, ma consideravano la cosa come logica e inevitabile, visto che erano privi di influenze politiche e culturali come quella patriottica di matrice futurista o quella, invece, più socialista e legata alla lotta di classe. Nel 2015 poi ci sarà il centenario della guerra, e a livello produttivo è il momento ideale per spingere questo progetto. Al di là di quello che farà Roma, che come al solito farà tutto tardi e male…»

BM: Come vi siete documentati per la scrittura dei dialoghi?
GT: «Da anni leggo i diari dei soldati ritrovati al fronte e lavoro su queste basi insieme ai miei sceneggiatori. Ho cercato di mantenere il tono asciutto di quegli scritti, usando il minor numero di metafore e complicazioni possibili e andando dritto al sodo con le parole di una persona che ha visto le sue esperienze di vita spogliate di tutti gli abbellimenti che usiamo di solito nel parlare. Abbiamo raggiunto un bell’equilibrio di intensità, dolcezza ed emotività.»

BM: Dal trailer, però, sembrano esserci parecchie scene spettacolari, oltre a quelle più intime.
GT: «I momenti “scenici” non mancano, ci sono come potevano esserci in un film come La sottile linea rossa. D’altra parte l’episodio che raccontiamo, quello della mina del Castelletto, si presta bene: sul Castelletto, che è una guglia di roccia delle Tofane, gli austriaci avevano costruito un forte che controllava un’importante arteria di comunicazione. Siccome non si poteva espugnarlo frontalmente, gli italiani scavarono un tunnel sotto la montagna e fecero brillare 35 tonnellate di dinamite, l’esplosione più imponente della Prima guerra mondiale.»

BM: Oltre a In memoria, che ci auguriamo di vedere presto in versione completa, avete altri progetti in ballo?
GT: «Per In memoria stiamo cercando finanziamenti e magari una casa di produzione che ci aiuti negli aspetti burocratici e organizzativi. Dopodiché finiremo di lavorare a un secondo promo, più orientato alla “nostra” sci-fi: lo lanceremo a ottobre 2012, in contemporanea al fumetto digitale. È una storia ambientata in una Venezia futuribile ma non del tutto fantascientifica: è una crime story che gira intorno al mondo dell’arte, dall’impatto spettacolare molto alto. Venezia è perfetta da questo punto di vista: non c’è bisogno di far finta di essere a Los Angeles per fare un bel prodotto di genere, meglio valorizzare quello che abbiamo qui da noi (ed è tanto) che copiare gli americani.»

Per avere maggiori informazioni sul progetto (e per sostenerlo, se volete) visitate il sito ufficiale. Qui sotto il promo trailer e la fotogallery del film


In Memoria Concept Trailer from Hive Division on Vimeo.

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