In pochi la ricordano, ma questa serie del 2009 è una delle più disturbanti mai trasmesse in tv
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In pochi la ricordano, ma questa serie del 2009 è una delle più disturbanti mai trasmesse in tv

Un ibrido tra murder mystery alla Agatha Christie e horror viscerale, con colpi di scena che non si dimenticano facilmente

In pochi la ricordano, ma questa serie del 2009 è una delle più disturbanti mai trasmesse in tv

Un ibrido tra murder mystery alla Agatha Christie e horror viscerale, con colpi di scena che non si dimenticano facilmente

perché guardare la serie harper's island

Nel 2009 il mondo delle serie tv era già saturo di serie di successo: storie come Lost e CSI dominavano l’attenzione. Nel frattempo, anche in Italia passava quasi inosservata una miniserie che avrebbe meritato ben altra visibilità: Harper’s Island. Un esperimento drammatico, il cui mix di horror, slasher, mistero e intensità psicologica ha lasciato un’impronta inquietante nella memoria di chi l’ha visto.

Creata da Ari Schlossberg, Harper’s Island è ambientata su un’isola isolata vicino a Seattle, dove un serial killer, John Wakefield, aveva terrorizzato la comunità sette anni prima. Il ritorno della protagonista, Abby Mills, sull’isola per il matrimonio del suo migliore amico trasforma un weekend di festa in un incubo. Ogni episodio – tredici sono in totale – racconta una festa che lentamente si trasforma in carneficina: amori, segreti e ricordi traumatici emergono mentre gli invitati vengono eliminati uno dopo l’altro. In Italia è andata in onda su Rai 2 tra settembre e ottobre 2009.

Girata tra Vancouver e isole vicine, la serie è di fatto uno slasher incentrato su location claustrofobiche e tensione continua. I titoli degli episodi riprendono onomatopee legate ai rumori più inquietanti del delitto (Whap, Crackle, Bang etc), mentre la narrazione è un ibrido tra murder mystery alla Agatha Christie e horror viscerale, con colpi di scena già presenti nei primi quattro episodi e una escalation sanguinosa verso il finale.

Harper’s Island rompeva ogni schema: non solo per l’elevata violenza – omicidi brutali in quasi tutti gli episodi –, ma anche per la capacità di giocare con equivalenze psicologiche e grottesche. La festa di matrimonio, in apparenza gioiosa, diventa un contesto perfetto per far emergere rancori, memorie tragiche e follia latente. Un utente Letterboxd la definisce “mini‑serie slasher divertente e splatter, con uccisioni uniche e un body count elevatissimo”. Un altro ricorda che, dopo una prima parte introduttiva, gli ultimi episodi diventano “un rollercoaster di emozioni e violenza inspiegabile”.

Su Letterboxd un altro spettatore ammette di amarne il mix tra mistero da chiusura di cerchio e slasher anni ’90: “Harper’s Island è una serie evento eccezionale che mantiene tensione, personaggi approfonditi e un’atmosfera terrorizzante”. C’è chi la definisce “ancora una delle mie serie horror‑mystery preferite” e chi la consiglia come “divertente”, “splatter”, con “uccisioni uniche”. Anche Reddit conferma: molti la considerano un riuscito mix tra slasher e mistero; un utente la confronta con Slasher, altro horror episodico ben strutturato del 2016.

Harper’s Island è una serie dimenticata, ma capace di disturbare davvero: un weekend di festa che diventa un incubo terrificante. Con la sua combinazione di mistero, violenza e tensione psicologica, è un gioiello che ha anticipato il periodo dell’horror televisivo (rilanciato soprattutto negli anni di The Walking Dead). Se siete curiosi, inquieti e vi piace guardare la morte arrivare a veli, bisogna trovare il modo per recuperarla!

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