Pubblichiamo, a puntate, l’inchiesta “Film comici spazzatura o salvezza del cinema italiano?” pubblicata su Best Movie di dicembre, in edicola dal 30 novembre. Rispondono i protagonisti: Greggio, Boldi, De Sica, Pieraccioni, Zalone, Bisio, Ficarra & Picone, De Luigi, Brizzi…

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Leggi Cinepanettoni Vs Cinema d’autore. Gli interventi di Gennaro Nunziante, Massimo Venier, Checco Zalone, Francesco Pannofino

Il rapporto tra tv e cinema è complesso e si sviluppa tra snobismo autoriale e opportunità produttive. «Questa sorta di dossier che state preparando ha un grande fondo di verità, perché spesso si sente parlare di questo argomento» ci conferma Alessandro Siani, reduce dal successo di Benvenuti al Sud e pronto a tornare in sala a gennaio con il sequel Benvenuti al Nord. «Sento attori lamentarsi che fanno troppa tv e per questo non vengono chiamati per fare cinema. Io non ho mai fatto fiction, sono abbastanza legato al teatro e al cinema, quindi non saprei dire se è vero. Credo però che queste polemiche non aiutino nessuno». Gli fa eco Fausto Brizzi, che dopo la “doppietta” Maschi contro femmine/Femmine contro maschi tornerà a febbraio con Come è bello far l’amore 3D: «Non è la popolarità di un personaggio a spingere il pubblico al cinema, è solo un amplificatore: se il film funziona, funzionerà di più, ma se non è buono non c’è superstar che tenga». «Il cinema è sempre stato considerato un paradiso snobistico che guardava dall’alto in basso chi faceva televisione» conferma Christian De Sica, storico “cinepanettonaro” che questo mese è in sala con Vacanze di Natale – Cortina. «Di conseguenza, la gente della tv guardava con invidia al cinema, come fosse il suo fratello ricco. Penso che questo snobismo non debba più esistere. Io stesso devo molto alla televisione, e alla Rai in particolare. L’anno che feci in tv Lo zio d’America ci fu un incremento negli incassi del film di Natale, soprattutto grazie a una maggiore presenza del pubblico femminile, che solitamente ama meno degli uomini il cinepanettone. E ora tornerò con piacere alla tv nel progetto di Pupi Avati, Un matrimonio (una fiction Rai in sei puntate dedicata alla famiglia, ndr)». «Chi lavorava bene in tv a un certo punto ha avuto l’occasione di passare al cinema» spiega Massimo Venier. «Io stesso non sarei probabilmente diventato un regista di cinema, in altri tempi. Il cinema ha ospitato tanti di noi che volevano “fuggire dai tedeschi”, con la conseguenza che oggi tanti talenti della tv fanno solo cinema: penso a Fabio De Luigi, per esempio. Gran parte della produzione televisiva non si può più guardare». «Oggi il cinema si nutre moltissimo di personaggi televisivi» conferma proprio Fabio De Luigi, noto per Love Bugs e recentemente al cinema con La peggior settimana della mia vita. «Si può puntare su questi nomi, ma non è detto che la grande popolarità garantisca grandi incassi. In questo periodo il cinema italiano ha bisogno di benzina, e la tv in un certo senso gliela può garantire. Anche perché è caduto un muro di diffidenza, ci sono un credito e una fiducia maggiori nei nomi che arrivano dal piccolo schermo, e questo non riguarda solo i comici o chi fa commedie». «Oggi non c’è più differenza tra gli attori comici di cinema e di tv» è l’opinione di Leonardo Pieraccioni, protagonista del genere con un filmuovo ogni due anni (questo mese al cinema con Finalmente la felicità). «Un tempo gli attori di cine- ma erano molto più dotati di quelli che facevano televisione. Adesso no! Adesso ci sono degli attori strepitosi che fanno sia cinema sia tv». D’altra parte, se a dirlo è un regista che ha fatto debuttare al cinema Laura Torrisi (poi divenuta sua moglie), che veniva addirittura dal Grande Fratello… «Forse l’unica vera barriera rimasta è tra gli attori tromboni di teatro, che mai e poi mai si abbasserebbero a fare tv, e quelli della tv che non potrebbero mai e poi mai fare teatro» conclude Pieraccioni. Da una parte c’è chi pesca a piene mani dalla tv senza remore e chi si auspica che certe barriere snobistiche vengano abbattute,dall’altra, però, c’è anche chi pensa che «il cinema italiano oggi potrebbe fare a meno della tv, perché non è più la tv di una volta». A parlare è Massimo Boldi, che per il suo ultimo cinepanettone, Matrimonio a Parigi, ha addirittura guardato al mondo del porno coinvolgendo Rocco Siffredi. «A parte Zelig e Colorado, oggi la tv è fatta di litigi politici o di talent show che non possono fare da vero motore per il grande schermo. Per fare “il cinematografo” bisogna amare il cinema, non si può pensare di essere popolare facendo la tv di oggi e poi passare al cinema». «Il cinema dovrebbe fare a meno della tv» conferma Claudio Bisio, che dal teatro è passato alla tv (con Mai dire gol e Zelig) e poi al cinema (grazie a Gabriele Salvatores). «Poi il problema con chi viene dalla tv c’è sempre stato: prima li si demonizzava, e l’aver fatto televisione era considerato un handicap, oggi la “gente della tv” sembra l’unica soluzione. Come sempre, la verità sta nel mezzo». O è molto più semplice, come chiarisce Ezio Greggio: «Quello della tv al cinema è un falso scandalo. E’ normale che talvolta chi fa cinema comico ci arrivi partendo dalla tv. Succede anche oltreoceano, vedi tutti i comici che sono partiti dal Saturday Night Live e sono finiti a fare cinema, come Steve Carell, Jim Carrey e molti altri. Dove sta il problema? Il cinema non è un fenomeno purista, anzi meno male che c’è la tv! E lo dico anche da produttore, la tv aiuta a produrre i film al cinema. Mi stupisce che ancora oggi ci sia gente che dice: “La tv ammazza il cinema”. La tv aiuta il cinema, Internet e chi scarica i film in maniera illegale lo ammazzano! E anche i comici, lo ribadisco da anni, aiutano il cinema italiano! Grazie agli incassi che generiamo, teniamo viva l’industria e diamo chance ai film cosiddetti d’autore (cioè quelli di nicchia) di venire prodotti, distribuiti e visti dal pubblico». «Penso che esistano solo film di successo e film di insuccesso, e non dipende dai nomi più o meno popolari o “televisivi” che ci sono nel cast» aggiunge Christian De Sica. «Ora si danno tutti alla commedia, ne escono in continuazione, ma la gente si stufa, non basta offrirgli i volti noti che ama in televisione, ha bisogno di storie e film in cui riconoscersi al di là della fama dei protagonisti». Giusto, storie e film in cui riconoscersi. E su questo punto la tv e il cinema si muovono su due binari separati perché è anche una… (Foto Kikapress)

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