Vi ricordate le due pillole di Matrix? Neo doveva scegliere tra quella rossa e quella blu, tra realtà e finzione. In Limitless Eddie Morra, il personaggio di Bradley Cooper, ha a disposizione una sola pillola, deve solo scegliere se prenderla o no. La pillola magica, si chiama NZT, spacciata illegalmente come una droga, permette di aumentare le capacità mentali, di sfruttare la nostra mente al cento per cento. Cooper diventa allora cool come James Bond, ha una vista da Superman, legge le mosse degli altri in anticipo come lo Sherlock Holmes di Guy Ritchie, gioca in borsa come un Gordon Gekko all’ennesima potenza. La NZT, però, crea dipendenza, si tratta di continuare a procurarsela. E qui iniziano i problemi. Limitless, nelle sale dal 15 aprile in 250 copie, girato e montato a un ritmo adrenalinico come un film di David Fincher, può essere letto come un moderno Faust, o una metafora della cocaina. E ci conferma che il cinema, dopo aver mostrato tutti i mondi possibili, si sta concentrando sempre più sul più misterioso di tutti: la nostra mente.
Per prepararvi alla visione, abbiamo incontrato e intervistato per voi il protagonista di Limitless, Bradley Cooper.
Best Movie: Se una pillola le desse tanti poteri cosa farebbe?
Bradley Cooper: La prenderei! Scherzi a parte, la domanda interessante è cosa faresti se potessi aprire al massimo il tuo cervello, sfruttarne tutte le potenzialità. Mi è piaciuta tanto la sceneggiatura, è stata la molla che ha fatto scattare tutto.
BM: Come è stato il rapporto sul set con De Niro?
BC: De Niro era ossessionato dal trovare la migliore mozzarella a Filadelfia. Quello di cui parlavamo era questo, non parlavamo di lavoro. Essendo originario di Filadelfia mi ero prefisso questo obiettivo: ogni mattina mi portavano due o tre mozzarelle sul set, e le dovevo assaggiare. Non è facile mangiare tre mozzarelle al giorno…
BM: De Niro è uno che parla poco. Come ha fatto i conti con questo aspetto?
BC: Mi avevano detto che parla poco. Ma in questo film parla molto, ha molte scene di dialogo. C’è una scena in cui mi rimprovera, è quasi cattivo con me. Non ho vissuto il De Niro che parla poco. Tra di noi abbiamo chiacchierato molto. Durante la promozione del film mi hanno avvisato che avrebbe parlato poco, e che avrei dovuto parlare più io. Tanto che poi mi hanno rimproverato di non averlo fatto parlare a uno show televisivo.
BM: Qual è stata la cosa più difficile del film?
BC: La parte più difficile è stata quella di dover girare fuori sequenza un personaggio come il mio. Mi sono dovuto continuamente ricordare a che punto del film ero, è un personaggio che va da a a z, mi dovevo ricordare se in quella scena ero fatto o meno, se avevo preso la pillola o meno.
BM: Il film è la storia di uno scrittore che vende l’anima al Diavolo. Lei per cosa la venderebbe?
BC: Non credo che Eddie faccia un patto faustiano in questo film. Non c’è un diavolo con cui patteggiare, potrebbe essere il personaggio di De Niro, ma poi Eddie lo batte in astuzia. Quando prende la pillola Eddie non è consapevole di cosa rappresenta, viene quasi spinto, si accorge solo dopo di quali sono gli effetti. Penso che nella vita prendere le scorciatoie comporti sempre un prezzo da pagare.
BM: Ci sarà un sequel del film? L’ultima scena del film sembrerebbe aprire questa strada…
BC: Non ne stiamo parlando al momento. È vero, il finale lascia la porta aperta. La storia è tratta da un libro, e il finale è completamente diverso. Abbiamo deciso di cambiare il finale, ma non avevamo in mente un sequel: volevamo solo che il film si chiudesse con la stessa energia, e con la stessa ambiguità con cui è iniziato. È un finale aperto e ambiguo.
BM: Questo film ha molti registri recitativi. In particolare è eccezionale quello in cui è sotto gli effetti dell’NZT. A chi si è ispirato? Ricorda Tom Cruise.
BC: Mi piace molto Tom Cruise, ma no, non ho preso l’ispirazione da lui. Quello che ho fatto è stato il risultato di un lavoro. Se mi fossi concentrato su come sembravo, se mi fossi ispirato a qualcuno, forse sarei sembrato falso.
BM: Alla fine la vediamo in corsa per il senato. Che senatore sarebbe, democratico o repubblicano?
BC: In realtà non lo so, con quella cravatta potrebbe sembrare un repubblicano. Forse potrebbe presentarsi da indipendente: è un innovatore, vuole cambiare il quadro di riferimento. Io sarei un indipendente. Una cosa della sua campagna è orribile: lo slogan «if you want some Morra» è terribile, probabilmente quando l’aveva pensata non era sotto gli effetti della droga, altrimenti avrebbe trovato qualcosa di migliore.
BM: Molte persone usano droghe per aiutare il cervello. La società mette così pressione all’individuo?
BC: È interessante, è un argomento molto importante. L’obiettivo del film era quello di creare una discussione. Non siamo molto lontani dal creare farmaci di questo tipo. Ci sono elementi di questo tipo: non vale solo per l’America, c’è una grande spinta a eccellere, siamo in un sistema di competizione.
BM: Nel film c’è molta morale: Eddie viene lasciato due volte dalla sua ragazza. Crede che il messaggio del film arrivi all’audience?
BC: Se ne parli vuol dire che qualcosa è arrivato. La mia speranza è che provochi il dibattito, l’obiettivo di ogni creazione è questo.
BM: Quanto è pesante essere presente in ogni scena del film?
BC: È bellissimo. E comunque non sono proprio in ogni scena!
(Foto Kikapress)
Sotto, una foto di Limitless
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