Da oggi, mercoledì 13 novembre, è disponibile in Italia l’edizione Home Video di Pacific Rim, il blockbuster fantascientifico di Guillermo del Toro (scopri qui i contenuti speciali). Durante lo scorso View Conference di Torino, abbiamo intervistato per voi John Knoll, direttore creativo dell’Industrial Light & Magic e supervisore degli effetti visivi del film, eccezionali per fluidità della CG, che ha conferito ai combattimenti tra Kaiju e Jaeger una dose di realismo sorprendente.

Best Movie: Lei lavora nell’Industrial Light & Magic da molti anni; qual è il suo compito in veste di Direttore Creativo?
John Knoll: «Prima di tutto supervisionare l’intera infrastruttura e il lavoro che si svolge in essa, dai ruoli creativi agli strumenti tecnici. Inoltre ho il compito di coordinare la direzione tecnica per l’azienda».

BM: È stato coinvolto in molte grandi produzioni, come “Pirati dei Caraibi”, la nuova trilogia di “Star Wars”, Avatar… ricevendo molti premi nella sua carriera. Qual è stata la più grande sfida che ha dovuto affrontare nel campo degli effetti visivi?
JK: «Domanda difficile… Sicuramente una delle sfide più ardue che io e il mio team abbiamo dovuto affrontare è stata la creazione del personaggio di Davy Jones per Pirati Dei Caraibi».

BM: La sua ultima fatica è stata la supervisione degli effetti visivi di “Pacific Rim”; qual è stato il suo approccio a questo film?
JK: «Pacific Rim è un film stilisticamente molto audace e curato, con tanti colori e una saturazione molto spinta. Dal punto di vista degli effetti visivi abbiamo quindi cercato di impostare il nostro lavoro sulla ricerca del maggior realismo possibile; per evitare un’eccessiva “stilizzazione” dei toni visivi siamo ricorsi ad effetti speciali credibili, perché già toni e colori erano molto accentuati. Ci siamo concentrati molto sulla resa della “scala” in funzione dell’azione frenetica di determinate sequenze, nelle cui inquadrature dovevano apparire sia gli umani che i giganteschi Jaeger e Kaiju, senza eccessivi squilibri in termini di importanza narrativa».

BM: Nonostante lei sia un pioniere nell’uso della computer grafica, spesso fa ricorso ad effetti visivi “old school”, come le miniature. Oggi è molto più semplice mettere un attore di fronte ad un green screen e poi aggiungere sfondo ed effetti speciali. In quali casi lei crede sia ancora utile scegliere di usare gli effetti speciali tradizionali?
JK: «In ogni caso in cui ha ancora senso farlo! Sono cresciuto nel mondo degli effetti speciali “tradizionali”, il digitale è arrivato solo successivamente; cerco sempre di trovare il giusto strumento per ogni compito. In Pacific Rim abbiamo utilizzato molta computer grafica proprio perché ci siamo resi conto che non era possibile realizzare i robot e i mostri alieni con le tecniche tradizionali».

BM: Qual è, secondo lei, il futuro degli effetti visivi?
JK: «C’è bisogno soprattutto di semplificare i software necessari per creare effetti visivi, così da permettere agli artisti di concentrarsi maggiormente sulle loro creazioni, perdendo meno tempo a capire come usare gli strumenti tecnologici a disposizione. Dal punto di vista tecnico invece stiamo sperimentando nuovi metodi di gestione dei riflessi e della luce, che oggi sono l’ostacolo più arduo da superare per ottenere immagini realistiche».

BM: Cosa pensa riguardo ai nuovi mezzi tecnologici che cercano di far immergere lo spettatore nel film come il 3D, l’HFR e l’IMAX?
JK: «A me piace sperimentare l’utilizzo di questi nuovi mezzi per vedere cosa possono aggiungere ad un film; la storia del cinema è ricca di innovazioni tecnologiche che hanno effettivamente apportato dei miglioramenti nella realizzazione e nella fruizione dei film. Dall’introduzione del sonoro al colore, dal Cinemascope (che permetteva la proiezione di film su schermi panoramici n.d.r.) all’alta definizione; sono tutti passi avanti in questo senso».

Sotto, il Blu-ray di Pacific Rim:

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