Thea Sharrock, chi era costei? Nell’ambiente cinematografico una absolute beginner, ma nel mondo del teatro inglese la giovane regista (classe 1976) è stata il più giovane direttore artistico. Come regista ha diretto Daniel Radcliffe in Equus, Keira Knightley in un revival del Misantropo e Benedict Cumberbatch in un revival di un’opera di Laurence Olivier. Per la Tv ha girato Enrico V con Tom Hiddleston, uno dei capitoli di una miniserie della BBC. Ma sono solo alcuni dei prestigiosi nomi con cui ha lavorato, tema che andremo poi ad approfondire.

Questo è il suo primo film, ma lei ha lavorato molto nel teatro. Può dirci quali sono le principali differenze tra i due mondi?

«Beh, ci sono diverse somiglianze e differenze. Dunque, c’è una sostanziale somiglianza che è determinata dalla necessità di portare in entrambi i casi in scena una storia nel modo più comprensibile possibile e poi c’è lo stare molto vicini agli attori che è la parte che preferisco e inoltre quando lavori su un nuovo spettacolo devi stare molto gomito a gomito con lo sceneggiatore, com’è successo con Jojo tutto il tempo, ma allo stesso tempo tecnicamente è molto diverso. Il processo è molto più lungo, cicra due anni includendo tutti i passaggi, e poi richiede l’apporto di tantissime persone, che sono dietro di te, mentre portare su un palcoscenico uno show è molto più tranquillo e semplice. Ma è bello imparare qualcosa di nuovo e mi sono circondata delle migliori persone in tutti i comparti. E’ stato un viaggio emozionante».

Quando svolge il casting sente qualcosa di istintivo che le dice di aver trovato la persona giusta? E’ stato così per Sam ed Emilia?

«Il casting è la parte più importante. Quando ho messo insieme Sam ed Emilia è stato incredibile. Quasi Magico. Lo potevi sentire nella stanza e vedere in camera che avevamo trovato quelli giusti».

Ha avuto i migliori sceneggiatori per questo genere di storia, non solo l’autrice del romanzo, ma anche i writer di Tutta colpa delle stelle. Come avete lavorato insieme?

«Loro due avevano già iniziato a lavorare prima che arrivassi io creando una struttura molto organica per il passaggio dal libro al testo, ma quando sono salita io a bordo del progetto il processo di scrittura è avvenuto soprattutto tra Jojo e me».

Lei ha lavorato con alcuni dei principali nomi del cinema come Daniel Radcliffe, Keira Knightley, Danny De Vito, Kevin Spacey… Com’è lavorare con le star?

«E’ fantastico. Sono così professionali, ti danno tutto quello che riescono. E sono aperti al dialogo. Ed è molto gratificante poter fare una nota di regia a qualcuno che non ne ha bisogno e sa di non averne bisogno, ma se si crea una relazione di fiducia dopo il rapporto diventa ancora più forte».

A proposito di questo, lei ha ricevuto un grande endorsement da parte di Sam Mendes e Danny DeVito per il passaggio al cinema. Come si sente rispetto a questo?

«Molto commossa. Sono stati due grandi mentori per me ed è interessante che siano entrambi uomini. Mi hanno supportata molto e mi sento davvero molto fortunata per questo».

 

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