Iron Man 4

Come ormai sappiamo da tempo, nell’atteso Thor: Love and Thunder assisteremo al ritorno di Jane Foster, stimatissima scienziata – tra le più importanti astrofisiche al mondo – ed ex fiamma del Dio del Tuono. Proprio come accade alla sua controparte cartacea, anche il personaggio interpretato da Natalie Portman vedrà il suo arco narrativo completamente stravolto: nel film diretto da Taika Waititi, Jane è infatti destinata a trasformarsi in Mighty Thor, una delle eroine più potenti del franchise, proprio come lo è anche il suo corrispettivo maschile a cui presta il volto Chris Hemsworth. Cosa c’entra Iron Man

Tra i fan che attendevano il ritorno della Portman, c’è chi ha notato un dettaglio piuttosto curioso riguardo l’assenza del suo personaggio da Avengers: Endgame. Gran parte del cinecomic è infatti incentrata sulla creazione di un dispositivo in grado di riportare gli eroi indietro nel tempo, così da consentire loro di recuperare le Gemme dell’Infinito.

Data la sua preparazione scientifica, Bruce Banner è fin da subito un ottimo candidato per la missione. Ma quando inizia a lavorare allo sviluppo della tecnologia in questione, si ritrova a fallire di volta in volta, dimostrandosi non all’altezza di un incarico simile: per portare a termine il progetto si rivolge a Tony Stark, che dal canto suo riesce dove lo scienziato aveva fallito.

Iron Man è un genio, prima di essere un eroe: insieme a Banner, Shuri e Hank Pym ha dimostrato di essere una delle menti più brillanti di tutto il MCU, tanto da aver costruito armature che lo rendono forte, in battaglia, tanto quanto i suoi colleghi dotati di superpoteri. Non solo. Tony ha anche sviluppato delle A.I. formidabili come quella che ha generato Visione e ha costruito un vero e proprio impero con le sue Stark Industries; dunque ha perfettamente senso che Banner si sia rivolto a lui per costruire un dispositivo in grado di viaggiare nel tempo.

Tuttavia, se parliamo più nello specifico di fisica, non esiste un solo personaggio che possa dirsi più competente in materia di Jane Foster, candidata al Nobel proprio in quella branca su cui si fonda l’intera vicenda raccontata da Endgame. Allora perché lasciarla fuori da questo momento tanto importante per l’Universo Marvel?

Ovviamente, ci viene detto che era scomparsa con lo schiocco. Dunque, a livello narrativo la sua assenza è perfettamente giustificata. Ma come sappiamo le vittime dello snap sono casuali solo all’interno del MCU, mentre al di fuori delle singole avventure, sono gli autori sotto la guida dei Marvel Studios a scrivere il destino degli eroi.

Come fa notare ScreenRant, sebbene non ci siano conferme ufficiali o dichiarazioni in merito da parte dei fratelli Russo o degli sceneggiatori, è altamente probabile che Jane sia stata messa da parte proprio a “causa” di Iron Man e della sua centralità in Endgame. Doveva essere Stark a salvare il mondo. Doveva essere Stark a creare quel dispositivo. Ed è chiaro che se Banner avesse potuto contare sulla presenza di Jane Foster, con la sua conoscenza in materia anche lei sarebbe riuscita dove lui aveva fallito, rendendo superflua la presenza di Tony.

Una scelta che non è piaciuta a tutti ma che, dopotutto, ha avuto senso, visto che il film ha portato a compimento l’arco narrativo di un personaggio per niente casuale, ma bensì di colui che aveva dato il via all’intero Universo Marvel nel 2008.

Nel cast del cinecomic abbiamo visto anche Chris Evans (Steve Rogers / Capitan America), Mark Ruffalo (Bruce Banner / Hulk), Chris Hemsworth (Thor), Scarlett Johansson (Natasha Romanoff / Vedova Nera), Jeremy Renner (Clint Barton / Ronin / Occhio di Falco), Don Cheadle (James “Rhodey” Rhodes / War Machine), Paul Rudd (Scott Lang / Ant-Man), Brie Larson (Carol Danvers / Capitan Marvel), Karen Gillan (Nebula), Danai Gurira (Okoye) e Josh Brolin (Thanos).

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