The Family Man. Era il titolo di un suo film di dieci anni fa. Fatto sta che Nicolas Cage un po’ Family Man, anzi actor, col passare del tempo, lo è diventato per davvero. Con la corporatura secca e un po’ dinoccolata degli esordi, quella faccia sghemba, l’occhio azzurrissimo quasi trasparente e l’aria un po’ sofferente s’era ritrovato addosso un physique du role da “mattocchio” struggente che tanto aveva appassionato i Coen prima, che lo scelsero come protagonista di Arizona Junior, e Lynch poi, il quale lo volle in Cuore selvaggio (Palma d’Oro a Cannes). Oggi, qualche chilo in più, ruoli tra i più disparati in curriculum, dai film di pregio passati un po’ in sordina come Il genio della truffa o il più recente Il cattivo tenente (di Werner Herzog), e cadute in picchiata libera del livello de Il mandolino del capitano Corelli, continua ad alternare cinema alto e basso. Eppure, tra i fumi di questo calderone che assomma tutti i generi senza ritegno e che lo vede ancora oggi coinvolto in action di serie B come il Bangkok Dangerous di qualche mese fa, ha incominciato a stagliarsi più netto un profilo rassicurante da attore per family movies. Un po’ come succede al personaggio principale del film citato in attacco, che da snob intransigente diventa il più affidabile dei pater familias.
Niente di più facile quando i tuoi ultimi soci in affari fanno di nome Jerry Bruckheimer e Jon Turtelataub (al terzo film con il divo di casa Coppola), che a questo pedigree familista hanno associato anche un dettaglio non superfluo: il mistero. Nic è trasvolato da quello dei Templari a quello delle Pagine perdute (ed è in attesa del terzo capitolo) in un battito di ciglia, per poi indossare una palandrana nera da mago nella nuova produzione Disney che riesuma il celeberrimo episodio di Mickey Mouse apprendista stregone (e pasticcione) in Fantasia, adattato ai nostri tempi e con un Cage-Merlino dall’altisonante nome (Balthazar Blake) e impegnato nella millenaria lotta del Bene contro il Male. Scontro che necessita, ovviamente, dell’eletto di turno, alias Dave, aka il nerd 2010 Jay Baruchel (Lei è troppo per me), in qualità di apprendista stregone e futuro liberatore del mondo da tutte le maledizioni oscure scagliate dal villain Alfred Molina (abbonato al ruolo da Chocolat a Spider-Man).


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Apprendista-stregone













Nicolas Cage e Jay Baruchel in una scena de L’apprendista stregone

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