Chiamatela come volete: mania, fissa, ossessione. Resta il fatto che il regista più ricco del pianeta non riesce a tenere la telecamera lontana dagli abissi marini. «Sono malato di immersioni, le amo più di quanto mi piaccia girare un kolossal»: parola di James Cameron. Che, infatti, un istante dopo aver riposto la cinepresa 3D di Avatar è tornato a tuffarsi, insieme al fidato collaboratore (ed esperto di immersioni) Andrew Wight, alla ricerca degli «indicibili misteri che si celano nelle profondità». La destinazione? Australia del sud, grotte di Mount Gambier, dove è stata girata una parte del suo nuovo progetto. Si chiama Sanctum, esce al cinema questo mese e promette di essere «l’esperienza più spaventosa che la gente possa immaginare». Il film, ispirato a una storia vera, racconta le avventure di un gruppo di speleologi che rimangono intrappolati in un sistema di caverne sotterranee a causa di una tempesta. Oltre alle scene ricostruite in studio (tra parentesi, nella più grande vasca artificiale del mondo), il regista Alister Grierson si è portato l’attrezzatura anche nelle succitate grotte australiane, «per avere immagini più realistiche». Ed è stato accompagnato proprio da Cameron.
Il quale, ovviamente, ha progetti ben più ambiziosi che la “semplice” esplorazione di una grotta…
Per leggere il resto dell’articolo correte a comprare la rivista. Best Movie di febbraio è già in edicola.
Un’immagine di Sanctum: Richard Roxburgh (49 anni) fa “un tuffo dove l’acqua è più blu”…
Jake (Sam Worthington, 35) in veste Na’vi per Avatar. L’attore tornerà a vestirsi di blu nel 2014. Per alleggerire l’attesa, è già pronto un romanzo complementare al film. Scritto da Cameron, ovviamente…
