Javier Bardem non arretra. Alla conferenza stampa del film El Ser Querido di Rodrigo Sorogoyen, presentato in concorso al Festival di Cannes e di cui è protagonista, l’attore spagnolo ha affrontato senza esitazioni le polemiche legate alle sue posizioni sulla guerra a Gaza e alle possibili conseguenze sulla sua carriera a Hollywood. E lo ha fatto con dichiarazioni forti, ribadendo di non avere alcuna intenzione di tacere.
«La paura esiste, certo, ma bisogna fare le cose anche quando si ha paura», ha dichiarato Bardem davanti ai giornalisti. «Devo potermi guardare allo specchio e negli occhi. Mia madre mi ha insegnato a essere quello che sono. Non esiste un piano B e sono pronto ad assumermi tutte le conseguenze».
Negli ultimi mesi l’attore premio Oscar è stato una delle voci più esplicite del mondo del cinema sul conflitto israelo-palestinese, arrivando anche a pronunciare “Free Palestine” durante l’ultima cerimonia degli Oscar. A Cannes gli è stato chiesto direttamente se teme di essere finito in una blacklist hollywoodiana per le sue dichiarazioni.
Bardem ha spiegato di non poter «corroborare» l’esistenza di una vera e propria lista nera, ma allo stesso tempo ha raccontato di avere continuato a ricevere numerose offerte di lavoro: «Ho avuto molte proposte dagli Stati Uniti, dall’Europa, dal Sud America e dalla Spagna. Questo mi fa pensare che le cose stiano cambiando».
Secondo l’attore, il cambiamento sarebbe legato soprattutto alla sensibilità delle nuove generazioni: «Tutti stanno iniziando a capire — grazie ai più giovani, che sono molto più consapevoli delle situazioni che vediamo ogni giorno sui nostri telefoni e sugli schermi — che tutto questo è inaccettabile».
Bardem ha poi usato parole durissime sulla situazione nella Striscia di Gaza: «Non ci può essere alcuna giustificazione, nessuna spiegazione per questo genocidio». E ancora: «Il genocidio è un fatto. Si può cercare di combattere questa definizione, si può tentare di spiegarla o giustificarla, ma resta un fatto».
L’attore spagnolo è andato anche oltre: «Se lo giustifichi con il tuo silenzio o con il tuo sostegno, allora sei pro genocidio. Questi, per me, sono fatti». Poi ha aggiunto che, a suo avviso, il clima all’interno dell’industria cinematografica starebbe lentamente cambiando: «Credo che quelli che stanno creando le cosiddette blacklist finiranno per essere esposti pubblicamente. E saranno loro a subirne le conseguenze, almeno a livello sociale. Questo è un cambiamento enorme».
Nel corso della conferenza stampa, Bardem ha parlato anche del crescente controllo dell’informazione da parte dei grandi gruppi mediatici e delle piattaforme tecnologiche. «C’è un monopolio sempre più forte dell’informazione», ha detto, esprimendo preoccupazione per l’impatto dei social network e dei messaggi «rapidi e populisti» sulle nuove generazioni.
Non sono mancati attacchi diretti ai leader mondiali, da Donald Trump a Vladimir Putin fino a Benjamin Netanyahu, accusati di incarnare una cultura della forza e della sopraffazione. «È un comportamento maschile tossico», ha dichiarato Bardem. «Questi uomini che pensano: “Il mio è più grosso del tuo e adesso ti bombardo”».
L’attore ha poi collegato il tema alla violenza contro le donne, ricordando i femminicidi in Spagna: «Stiamo uccidendo donne perché alcuni uomini pensano di possederle. È incredibile che questa cosa venga quasi normalizzata».
Bardem è a Cannes per presentare El Ser Querido, il nuovo film diretto da Rodrigo Sorogoyen, accolto da una standing ovation di sette minuti dopo la première ufficiale. Nel film interpreta un celebre regista che offre alla figlia, con cui ha un rapporto difficile, un ruolo nel suo nuovo progetto cinematografico, riaprendo vecchie ferite familiari.
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Foto: Andreas Rentz/Getty Images
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