Mentre il pubblico di tutto il mondo è in attesa del debutto di Zack Snyder’s Justice League, l’attore Ray Fisher, l’interprete di Cyborg e uno dei primi ad aver accusato pubblicamente Joss Whedon di comportamenti scorretti sul set, ha rivelato dei nuovi dettagli sul periodo trascorso a lavorare con il regista.

Secondo quanto dichiarato dall’interprete, oltre a dimostrarsi irrispettoso nei confronti dei colleghi e delle star, il cineasta non aveva particolare considerazione nemmeno per i personaggi che portava sul grande schermo, arrivando a confonderli con quelli di altri franchise. È il caso di Diana Prince alias Wonder Woman, che secondo le dichiarazioni di Fisher veniva chiamata continuamente Natasha [Romanoff], come appunto l’eroina degli Avengers.

«Ci sono alcune cose che non sono accadute a me nello specifico, ma che ho visto accadere ad altri e delle quali non posso parlare. Sta a loro farlo. Ma è stato chiaro fin da subito che Whedon fosse infastidito dal fatto che al pubblico non fosse piaciuto molto Avengers: Age of Ultron. O almeno, questo è ciò che ho capito durante la nostra prima chiacchierata. Aveva una specie di narcisismo egoistico che finiva in tutto quello che cercava di fare. Potete vederlo in alcune delle scene che abbiamo girato. Flash che cade su Wonder Woman è una cosa che ha preso da Age of Ultron e ha copincollato qui. Nella mia prima conversazione creativa con lui, continuava a chiamare accidentalmente e ripetutamente Diana con il nome di Natasha, che è una cosa assurda. […] Sul set, continuava a prendere in giro sia i film precedenti che gli attori e le altre persone.»

Zack Snyder’s Justice League, ricordiamo, arriverà in Italia il 18 marzo su Sky e Now TV in contemporanea con l’uscita negli Stati Uniti. Cosa ne pensate delle ultime dichiarazioni di Fisher?

Fonte: Vanity Fair

Foto: MovieStills

© RIPRODUZIONE RISERVATA