Kill Bill integrale: durata e differenze di The Whole Bloody Affair
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Kill Bill: The Whole Bloody Affair, quali sono le differenze della versione integrale?

La vendetta della Sposa torna sul grande schermo in un unico film: ecco cosa cambia nella versione definitiva di Tarantino

Kill Bill: The Whole Bloody Affair, quali sono le differenze della versione integrale?

La vendetta della Sposa torna sul grande schermo in un unico film: ecco cosa cambia nella versione definitiva di Tarantino

uma thurman in kill bill

La tuta gialla, la katana, la lista dei nomi da depennare e una delle vendette più celebri del cinema contemporaneo. Kill Bill torna in sala, ma questa volta non nella forma in cui il pubblico lo ha conosciuto nei primi anni Duemila. Dal 28 maggio al 3 giugno arriva nei cinema italiani Kill Bill: The Whole Bloody Affair, la versione integrale dell’opera di Quentin Tarantino con Uma Thurman, pensata per riunire in un unico film Kill Bill: Volume 1 e Kill Bill: Volume 2.

Non è il nuovo film di Tarantino, quindi, né il famoso decimo e ultimo titolo della sua carriera di cui si parla da anni. È piuttosto un ritorno al passato, ma in una forma speciale: quella più vicina all’idea originaria del regista, che aveva concepito Kill Bill come un’unica grande storia di vendetta, poi divisa in due parti per la distribuzione cinematografica. Il risultato è una vera maratona tarantiniana che permette di seguire senza interruzioni il viaggio di Beatrix Kiddo, detta La Sposa, dall’incubo del massacro al regolamento di conti finale.

La trama resta quella nota ai fan. Beatrix, ex assassina della Deadly Viper Assassination Squad, viene colpita durante le prove del suo matrimonio e lasciata in coma per quattro anni. Al risveglio, scopre di aver perso tutto e decide di vendicarsi dei vecchi compagni che l’hanno tradita: Vernita Green, O-Ren Ishii, Budd, Elle Driver e soprattutto Bill, mentore, amante e grande obiettivo finale della sua missione. Una storia lineare, quasi archetipica, che Tarantino trasforma in un’esplosione di generi, citazioni e immagini entrate nell’immaginario pop.

Quali sono le differenze di Kill Bill: The Whole Bloody Affair?

La differenza più importante riguarda la struttura. Kill Bill: The Whole Bloody Affair elimina la separazione tra i due volumi e presenta la storia come un unico film. Non ci sono più il cliffhanger finale di Volume 1 e il riassunto iniziale di Volume 2, due elementi legati alla divisione originale dell’opera. La vendetta della Sposa procede quindi con un andamento più compatto, senza lo stacco netto che per anni ha separato la parte più action e orientaleggiante da quella più western, dialogata e malinconica. Questa continuità cambia soprattutto la percezione del ritmo. Volume 1 era il capitolo più violento, rapido e iconico: il risveglio dal coma, il viaggio in Giappone, la katana di Hattori Hanzo, la storia animata di O-Ren Ishii e il massacro alla Casa delle Foglie Blu. Volume 2 spostava invece il peso della storia sui dialoghi, sui flashback, sull’addestramento con Pai Mei, sulla sepoltura viva e sul confronto conclusivo con Bill. Visti uno dopo l’altro, senza la cornice dei due film separati, questi blocchi mantengono la loro identità ma sembrano appartenere con più evidenza allo stesso arco narrativo.

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Tra le modifiche più attese c’è anche la sequenza della Casa delle Foglie Blu proposta a colori. Nella versione cinematografica americana di Kill Bill: Volume 1, parte dello scontro contro gli 88 Folli passava al bianco e nero, attenuando visivamente l’eccesso di sangue della scena. In The Whole Bloody Affair, invece, il combattimento torna nella sua forma cromatica più estrema, con un impatto più vicino all’immaginario pulp e splatter del regista. La versione integrale include inoltre una sezione animata più estesa dedicata al passato di O-Ren Ishii. È un’aggiunta importante non perché cambi la trama, ma perché amplia uno dei segmenti più riconoscibili del film, quello in cui Tarantino mescola revenge movie, anime giapponese e tragedia criminale. A completare l’esperienza c’è anche un intervallo, scelta inevitabile per un film di questa durata e coerente con l’idea di grande evento cinematografico.

Quanto dura la versione integrale di Quentin Tarantino

Kill Bill: The Whole Bloody Affair dura 281 minuti, cioè 4 ore e 41 minuti. È una durata molto superiore alla media delle uscite in sala e trasforma il ritorno di Kill Bill in un’esperienza pensata soprattutto per chi ha già un legame forte con il cinema di Tarantino. Non si tratta di un recupero veloce o di una semplice riproposizione da nostalgia: è una visione lunga, immersiva, costruita per assorbire lo spettatore nel mondo della Sposa. La durata complessiva rende più evidente anche la doppia anima del progetto. La prima parte è dominata dall’azione, dal sangue, dalle arti marziali e da una stilizzazione quasi fumettistica. La seconda cambia registro e punta di più sui rapporti tra i personaggi, sul passato di Beatrix e sul peso emotivo della vendetta. Separati, i due film sembravano quasi due variazioni diverse sullo stesso tema. Uniti, mostrano meglio il percorso della protagonista: dalla furia cieca alla resa dei conti più dolorosa, dal gesto fisico alla parola, dalla vendetta spettacolare alla conseguenza personale.

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Per molti spettatori, 281 minuti saranno il primo vero filtro. È una durata che richiede attenzione, tempo e una certa predisposizione verso il cinema di Tarantino, con i suoi dialoghi dilatati, il gusto della citazione, la violenza esibita e la costruzione per capitoli. Per i fan, però, proprio questa dimensione-monstre può diventare parte del fascino: Kill Bill nasce come grande romanzo pulp per immagini e The Whole Bloody Affair lo restituisce nella sua forma più ampia.

Vale la pena vedere Kill Bill: The Whole Bloody Affair al cinema?

Per chi non ha mai visto Kill Bill, The Whole Bloody Affair può essere un ingresso affascinante ma impegnativo. La storia si capisce senza difficoltà, i personaggi sono fortissimi e la messa in scena resta tra le più riconoscibili di Tarantino. Allo stesso tempo, quasi cinque ore di film possono essere molto per chi si avvicina per la prima volta a questo universo fatto di samurai movie, kung fu, spaghetti western, exploitation, anime e melodramma.

Per chi invece conosce già i due volumi, l’uscita ha un valore diverso. Non bisogna aspettarsi un film nuovo, né una versione capace di ribaltare completamente ciò che si è visto nel 2003 e nel 2004. Il vero interesse sta nella possibilità di rivedere Kill Bill come un unico corpo narrativo, con alcune differenze significative e con una fluidità diversa rispetto alla divisione originale. La Casa delle Foglie Blu a colori, la parte animata estesa e la rimozione degli elementi pensati per separare i due film sono dettagli che interessano soprattutto gli appassionati, ma contribuiscono a rendere l’esperienza più completa.

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La risposta, quindi, dipende dalle aspettative. Chi cerca il nuovo Tarantino dovrà aspettare ancora. Chi vuole rivedere uno dei suoi cult più amati sul grande schermo, nella versione più lunga e vicina al progetto originario, ha davanti un appuntamento pensato su misura. Kill Bill: The Whole Bloody Affair è un’operazione per cinefili, per fan e per spettatori pronti ad accettare tutti gli eccessi del regista: il sangue, la cinefilia, la durata, le pose iconiche, le digressioni, il piacere della vendetta raccontata come mito pop. Non aggiunge un nuovo capitolo alla storia della Sposa, ma cambia il modo di attraversarla.

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