kill bill

Grazie alle ultime dichiarazioni di Quentin Tarantino, in queste ore si è tornato a parlare parecchio del suo Kill Bill, film con Uma Thurman approdato nelle sale nel 2003 e seguito, un anno dopo, da un secondo capitolo che ha chiuso, apparentemente in maniera definitiva, le vicende della protagonista Beatrix Kiddo.

Non fosse che Tarantino, negli ultimi anni, ha lasciato intendere più volte di avere non solo parecchio materiale a disposizione per proseguire la storia della Sposa in un terzo film, ma anche tutte le intenzioni di dirigere e portare sul grande schermo questa nuova avventura cinematografica. Dichiarazioni che lasciavano ben sperare, almeno finché il regista non ha fatto dietrofront ammettendo di aver preso una decisione importante per la sua carriera: chiuderla con il decimo film.

Non sappiamo se sarà o meno Kill Bill 3, anche se appunto, proprio nelle ultime ore, Tarantino è tornato a parlare del progetto rivelando quali attrici vorrebbe nell’eventuale cast e che piega potrebbe prendere la storia di Beatrix e sua figlia. Se vi siete persi i nomi in questione, potete trovarli in QUESTO nostro articolo di ieri.

Tornando a parlare della saga, il regista ha anche rivelato un curioso retroscena relativo alla lavorazione del primo film: il dettaglio che Uma Thurman ha letteralmente detestato. Sembra infatti che la protagonista odiasse a morte il suo costume, al contrario adorato dal pubblico per via del chiaro omaggio alla storica tuta indossata da Bruce Lee:

«Uma odiava la tuta gialla. La detestava. Non la capiva. Pensava di somigliare a un ghiacciolo – un ghiacciolo alla banana. Semplicemente non era coinvolta dalla cosa. E non aveva idea di chi fosse Bruce Lee, sostanzialmente. Alla fine, ho dovuto mostrarle L’ultimo combattimento di Chen. In un certo senso poi ha capito le mie intenzioni. Il suo costume è diventato qualcosa di totalmente simbolico. E probabilmente lei non se lo ricorderà nemmeno, ma all’inizio era tipo “Stai cercando di farmi sembrare un pagliaccio!”».

La scena che il regista ha dedicato a Bruce Lee nel suo ultimo film C’era una volta a… Hollywood, dove vediamo la star orientale battersi con il Cliff Booth di Brad Pitt, è stata ritenuta da molti macchiettistica ed eccessivamente bidimensionale. Il regista è tornato a parlarne in una recente intervista per il podcast Joe Rogan Experience, esprimendosi in questi termini: «Posso capire che sua figlia se la sia presa, è sua figlia, ca**o. Tutti gli altri, invece, vadano a farsi fo**ere».

Fonte: CinemaBlend

Foto: MovieStills

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