L’amministrazione del presidente Usa Barack Obama ha annunciato ieri il primo piano strategico mirato a rafforzare la tutela della proprietà intellettuale. Lo scopo è quello di incrementare gli sforzi per fermare la pirateria negli Usa e all’estero, on-line e su supporti fisici, compresi film, videogame, computer software, prodotti farmaceutici, beni contraffatti. L’annuncio è stato dato da Joe Biden (nella foto), Vice President alla Casa Bianca, che ha dichiarato che la pirateria «danneggia la nostra economia, la nostra salute, la nostra sicurezza». Contestualmente, Victoria Espinel, nominata lo scorso autunno come il primo Intellectual Property Enforcement Coordination, ha presentato il report sull’attuale stato dell’arte della pirateria Usa. Secondo la ricerca, la pirateria legata a cinema e home video costa annualmente all’economia americana 20,5 miliardi di dollari in perdite produttive, 5,5 miliardi di dollari in guadagni persi per i lavoratori statunitensi e 141.030 posti di lavoro che sarebbero potuti essere creati. Come risultato, sempre ogni anno, i governi perdono 837 milioni di dollari in introiti derivanti dalle tasse. Negli Usa il Dipartimento di Giustizia sta procedendo verso una riorganizzazione che prevede la creazione di una task force per combattere i crimini legati alla violazione della proprietà intellettuale e l’assunzione di 15 nuovi assistenti legali e 20 agenti speciali FBI specializzati in crimini legati alla violazione della proprietà intellettuale.

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