Mentre il cinema italiano si appresta all’esordio nel campo delle produzioni 3D con Winx Club – Magica avventura, il panorama internazionale si arricchisce di un ulteriore capitolo nel campo del sempre più avvincente dibattito sulla terza dimensione con il nuovo, atteso film di Zack Snyder: Il regno di Ga’Hoole – La leggenda dei guardiani. La pellicola – prodotta dalla Warner Bros. e sviluppata grazie al contributo degli artisti della Animal Logic, la stessa compagnia che ha curato l’animazione di 300 (Snyder ritorna così a collaborare con Grant Freckleton, direttore degli effetti speciali), Happy Feet, Matrix, ma soprattutto Il signore degli anelli ed Harry Potter, con i quali condivide un’atmosfera epica – racconta la storia di un giovane barbagianni chiamato Soren che, affascinato daiiracconti del padre, sogna di entrare a far parte dei Guardiani di Ga’Hoole, mitici guerrieri alati difensori dei gufi. Rapito dai rapaci dell’Accademia Sant’Egolio che vogliono conquistare il potere sovvertendo il pacifico regno di Ga’Hoole, Soren viene sottoposto ad un feroce addestramento, ma, prima che il suo destino si realizzi irrimediabilmente, riesce a fuggire insieme ad alcuni giovani compagni: il suo scopo, ora, è quello di trovare e unirsi ai guardiani per combattere i nemici e salvaguardare i suoi simili.
Dopo aver esordito con il remake di George Romero in L’alba dei morti viventi ed essersi misurato con gli adattamenti di due graphic novel, 300 di Frank Miller e Watchmen di Alan Moore, il regista americano cede questa volta in un solo colpo ad una triplice tentazione: affrontare la riduzione di una saga letteraria (il film è tratto dai primi tre romanzi dei quindici che compongono I guardiani di Ga’Hoole della scrittice americana Kathryn Lasky e illustrati da Richard Cowdry), rivisitare il cinema d’animazione e, infine, sperimentare l’estetica tridimensionale. (Foto Kikapress)

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Zack Snyder (44 anni) cede in un solo colpo a una triplice tentazione: adattare una saga letteraria, rivisitare il cinema d’animazione e sperimentare la terza dimensione


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